
Tra qualche settimana potrò rivederli in scena al Luppolo In Rock Festival di Cremona, la stessa sera di Venom, Overkill e Marduk, e per prepararmi al meglio mi sono ascoltato in maniera approfondita la nuova registrazione dell’album, edito dalla lungimirante etichetta Season Of Mist (Sakis Tolis aveva più volte dichiarato di non essere soddisfatto del mixaggio originale). I greci non hanno certo inventato il metal estremo e non pretendono di averlo fatto. Quello che hanno fatto, con questo disco, è portarlo in un posto in cui pochi altri avevano avuto il coraggio di muoversi ovvero all’interno delle viscere di una tradizione culturale millenaria, col rispetto di chi quella tradizione la conosce davvero e la ferocia di chi sa che il rispetto senza il fuoco è solo archeologia. ‘Aealo’ è un album che non fa sconti. Non ti tiene per mano, non ti spiega cosa sta succedendo, non si preoccupa se dopo i primi tre minuti sei ancora lì. Ma se ci sei, soprattutto se sei in grado di sintonizzarti sulla sua frequenza, riesce a trasportarti in un luogo ameno che la musica raggiunge raramente. Quella zona in cui il suono smette di essere intrattenimento e diventa qualcosa di più simile a un'esperienza. Non mistica, non religiosa nel senso istituzionale. Semplicemente reale, nel modo in cui sono reali le cose che esistono da prima che tu nascessi e continueranno ad esistere dopo che sarai andato. Il titolo è già un programma. già un programma. Non una parola che esiste nel vocabolario corrente, ma un suono antico, un'eco, qualcosa che evoca lamenti rituali e campo di battaglia. E infatti l'album è costruito esattamente attorno a questa tensione, tra il lamento e la guerra, tra il sacro e il brutale, tra la bellezza arcaica e la distorsione moderna.‘Eon Aenaos’ e ‘Fire, Death And Fear’ sono alcuni dei passaggi più significativi di una scaletta brutale e molto tecnica, chiusa da due “statement” clamorosi come ‘Santa Muerte’, perfetta come sigla o tema di una delle tante serie televisive sui serial killer che trovate su Netflix, e ‘Orders From The Dead’ della regina nera Diamanda Galás.


Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.