Down In Albion
Babyshambles
Rough Trade [UK]
Pubblicato il 01/12/2005 da Dropday
Songs
01. La Belle Et La Bête -
02. Fuck Forever -
03. A’rebours -
04. The 32nd Of December -
05. Pipedown -
06. Sticks And Stones -
07. Killamangiro -
08. 8 Dead Boys -
09. In Love With A Feeling -
10. Pentonville -
11. What Katy Did Next -
12. Albion -
13. Back From The Dead -
14. Loyalty Song -
15. Up The Morning -
16. Merry Go Round
Songs
01. La Belle Et La Bête -
02. Fuck Forever -
03. A’rebours -
04. The 32nd Of December -
05. Pipedown -
06. Sticks And Stones -
07. Killamangiro -
08. 8 Dead Boys -
09. In Love With A Feeling -
10. Pentonville -
11. What Katy Did Next -
12. Albion -
13. Back From The Dead -
14. Loyalty Song -
15. Up The Morning -
16. Merry Go Round
Cercherò di parlare del disco senza farmi coinvolgere troppo dalle tante, troppe parole che sono state spese ultimamente e che continueranno ancora a lungo ad essere spese su Pete Doherty. Hype (letteralmente può essere tradotto lancio pubblicitario ma anche montatura giornalistica) è un termine ormai superato dalla portata del polverone mediatico che ha travolto la vita di Pete, e quasi ci si dimentica che oltre a farsi di crack, ad aver frequentato Kate Moss ed essere stato arrestato più volte, Doherty è anche un musicista. Sulla scena praticamente da un anno e mezzo, i Babyshambles (Pete alla voce, Patrick Walden alla chitarra, Drew McConnel al basso e Adam Ficek alla batteria) sono arrivati a pubblicare il loro album dopo un travaglio incredibile. Con Mick Jones a fare da produttore Doherty aveva già lavorato con i Libertines, e i risultati erano stati stupefacenti. Ma i fan sfegatati dei Libs non si aspettino di risentire la chitarra di Carl Barat: “Down In Albion” è inaspettatamente eclettico, solo in alcuni punti Pete sfodera lampi del suo recente passato (“Fuck Forever”, “A’Rebours”, “Killamangiro”) per poi spaziare e scoprire nuove sonorità: il basso insistente e l’arrangiamento un po’ jazz di “La Belle Et La Bête” (guest star la Moss), la tastiera di “The 32nd Of December” e l’armonica di “Loyalty Song” che portano dritti negli anni ’60. E che dire della strofa sincopata di “Pipedown”? O del reggae che serpeggia in “Sticks And Stones” e “What Katy Did Next” per esplodere in “Pentonville”? I crescendo di “Up The Morning” e la malinconica “Merry Go Round” chiudono un album che al primo ascolto disorienta e lascia interdetti: ma bastano un paio di ascolti per permettere ai pezzi di cementarsi l’un l’altro e mostrare più chiaramente il genio altalenante e multiforme di Pete Doherty, che qui mette in mostra anche tutte le sue doti di songwriter. “Albion” ne è un esempio lampante: una dichiarazione d’amore totale ed incondizionata per la sua terra declamata con intensità e trasporto. Uno stupenda ballata nella migliore tradizione inglese. Che resta da dire? C’è da sperare che l’esperienza dei Babyshambles duri ancora, perché i risultati sono più che buoni. Scandali e droghe permettendo.
Babyshambles
From UK

Discography
2007 - Shotter's Nation
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