Winning Is For Losers
Bedtime For Charlie
Self Produced
Pubblicato il 02/05/2008 da Phill
Songs
01. Man on Mars
02. New Shoes
03. Blackest Cup of Coffee
04. I Don't Wanna Be Like Me
05. Castor Troy
06. Deception comes quick as a punch in the face
07. Excuse Me, Drop Dead
08. The Sound of Silence
09. Apologies from an Asshole
10. Airband
11. The Worst Something Since...Whenever
12. Good Luck
13. Clean Cut
14. Not Your Average Outro
Songs
01. Man on Mars
02. New Shoes
03. Blackest Cup of Coffee
04. I Don't Wanna Be Like Me
05. Castor Troy
06. Deception comes quick as a punch in the face
07. Excuse Me, Drop Dead
08. The Sound of Silence
09. Apologies from an Asshole
10. Airband
11. The Worst Something Since...Whenever
12. Good Luck
13. Clean Cut
14. Not Your Average Outro
Con i Bedtime For Charlie ci troviamo davanti ad una giovane e decisamente convincente proposta, proveniente da Roma ormai patria della nuova scena emo-punk-hardcore. Nel caso di questo trio il territorio esplorato è sicuramente quello dell"hardcore melodico, contaminato da band come Goldfinger, No Use For A Name e Lagwagon. In particolare la figura di Giacomo, voce e basso, si rifà come stile a quella indelebile di Fat Mike, dalla quale però si discosta, padroneggiando bene anche le aperture più melodiche. L"inglese è purtroppo come sempre un punto critico di queste band, nonostante i Bedtime For Charlie risultino un pò più padroni della lingua anglosassone rispetto alla stragrande maggioranza delle proposte della scena romana. i brani presentano refrain molto interessanti, alle volte scanzonati stile Millencolin, alle volte più graffianti come in "The Worst Something Since...Whenever", pezzo migliore dell"album, alle volte ancora dolci e melodici ("Airband"). Man mano che procede l"ascolto è inevitabile paragonare la band romana alla quantità sterminata di band statunitensi, rispetto alle quali il trio non porta proprio nessuna novità. Ciò nonostante "Winning Is for Losers" non rischia di essere relegato in un cassetto dopo il primo ascolto perchè è a tratti davvero troppo divertente per non essere ri-ascoltato, in particolare per quanto riguarda brani come "Good Luck" o ancora "Excuse Me, Drop Dead", i quali entrano in testa e non ci escono manco a cacciarli via con lo sciacquone. Molto carina la tiratissima cover di Simon & Garfunkel "The Sound Of Silence" che tira un pò la corda agli stili di No Use For A Name e Me First And The Gimme Gimmes, ma va davvero bene lo stesso.

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