Scott Weiland
Happy In Galoshes
Softdrive Records
Pubblicato il 25/11/2008 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Missing Cleveland 4:13
2. Tangle With Your Mind 3:42
3. Blind Confusion 4:22
4. Paralysis 3:50
5. She Sold Her System 4:31
6. Fame (with Paul Oakenfold) 3:26
7. Killing Me Sweetly 4:33
8. Big Black Monster 3:23
9. Crash 3:47
10. Beautiful Day 5:09
11. Pictures & Computers (I’m Not Superman) 6:49
12. Arch Angel 4:38
13. Be Not Afraid 6:20

Songs
1. Missing Cleveland 4:13
2. Tangle With Your Mind 3:42
3. Blind Confusion 4:22
4. Paralysis 3:50
5. She Sold Her System 4:31
6. Fame (with Paul Oakenfold) 3:26
7. Killing Me Sweetly 4:33
8. Big Black Monster 3:23
9. Crash 3:47
10. Beautiful Day 5:09
11. Pictures & Computers (I’m Not Superman) 6:49
12. Arch Angel 4:38
13. Be Not Afraid 6:20

Il vuoto dentro che Scott Weiland conosce bene ha fatto in modo che ogni qual volta il cantante di Santa Cruz abbia interrotto un rapporto professionale si sia ritrovato a scrivere canzoni per se stesso idealizzando quelle che sono situazioni di vita apparentemente tranquille e monotone. Curioso visto che la sua vita di monotono non ha avuto veramente niente. Dieci anni fa il languido "12 Bar Blues" ce lo consegnò alterato e confuso al bancone di un pub di periferia. Adesso in pantofole e abito da sere, capelli mossi e occhi luccicanti come alla vigilia di un appuntamento da non perdere. Al cospetto di queste canzoni la poco convinta promozione di "Libertad", avere abbandonato i Velvet Revolver e riallacciato i rapporti con i fratelli De Leo sembrano passare in secondo piano. Non vi aspettate però un disco solare o stracolmo di ritornelli di facile presa perché la disperazione non ha abbandonato la sua esistenza. In pochi mesi la bollente voce di "Sex Type Thing" e "Plush" ha assistito alla morte del fratello, combattuto assieme alla madre contro una malattia che non perdona e frequentato a periodi più o meno regolari i purtroppo familiari centri di riabilitazione. Per questo a dispetto del rock sfrontato dell"iniziale "Missing Cleveland", "Happy In Galoshes" svela quindi molti momenti bui, l"influenza gigantesca di David Bowie, un singolo come "Paralysis" capace di scalare le classifiche e quella classe innata che da sempre gli viene riconosciuta. Non vi spaventate quindi di fronte a tanto rancore, sofferenza, energia repressa e melodia intinta di morte e sangue e godetevi questo album fatto con mestiere e sperimentazione ma soprattutto pieno di grandi canzoni.
Scott Weiland
From USA

Discography
1998 - 12 Bar Blues

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