Misery Loves Co.
Your Vision Was Never Mine to Share
Earache
Pubblicato il 31/12/2005 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Your Vision Was Never Mine to Share 4:20
2. No Exit 5:02
3. On Top of the World 4:05
4. Like a Suicide 5:08
5. Rise and Fall 4:53
6. Damage Driven 5:26
7. Never Gonna Grow Up 4:36
8. Into the Grey 5:08
9. The Drowning Man 5:19
10. When Everything Dies 5:58
Songs
1. Your Vision Was Never Mine to Share 4:20
2. No Exit 5:02
3. On Top of the World 4:05
4. Like a Suicide 5:08
5. Rise and Fall 4:53
6. Damage Driven 5:26
7. Never Gonna Grow Up 4:36
8. Into the Grey 5:08
9. The Drowning Man 5:19
10. When Everything Dies 5:58
Dopo un debutto travolgente come quello del 95 (il dolore fisico di ‘I swallow’ o ‘My mind still speaks’ non mi ha mai abbandonato…) il pallido ‘Not like them’ aveva decisamente spiazzato chi vedeva nei Misery Loves Co. una delle più intelligenti e violente band metal di tutta Europa. Durante il tour con i Paradise Lost (che non per nulla se li portarono dietro…) avevo avuto modo di parlare con Patrick Wiren e Orjan Ornkloo e l’impressione era stata quella di trovarmi davvero di fronte a due menti ‘in calore’ che avevano capito tutto della musica e che riuscivano a vedere avanti anni luce (era il momento della svolta per drum n’ bass e jungle e le band industriali si trovarono davanti al dilemma di alleggerire il loro suono cercando di incontrare le ‘nuove forme’ o estremizzarlo a tal punto da non poterlo più riconoscere, vedi Cold Meat Industry…). Dopo aver ascoltato a fondo ‘Not like them’ sono arrivato alla conclusione che con tutta probabilità il suo povero appeal stava nel fatto che nascondeva il principio del cambiamento, nuove forme sotterranee che si muovevano al suo interno, melodie che imploravano uno sbocco che fino ad allora non avevano mai avuto. Molti non se ne sono resi conto ma ci trovavamo di fronte a una svolta che è diventata reale, completa e convincente con il nuovo lavoro (speriamo solo che la Earache non rovini anche loro…). ‘Your vision was never mine to share’ è infatti il risultato dell’evoluzione di una band che non ha mai cercato la via più facile delle cose, una band che adesso, riuscendo perfettamente a bilanciare industrial, visioni dark (l’indimenticabile ‘On top of the world’), alternative e new metal mette davvero paura. La title track, ‘No exit’ e ‘Like a suicide’ rappresentano i veri movimenti del cambiamento riflessi come sono di un immaginario calderone che potrebbe contenere Filter, Pitchshifter e Godflesh come Alice in Chains, Bush e Stroke. I Misery Loves Co. si rilanciano alla grande ma state bene attenti perché ‘Your vision was never mine to share’ potrebbe essere solo un altro passo verso qualcosa di mostruoso…
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