Nile
Annihilation Of The Wicked
Relapse
Pubblicato il 31/12/2005 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Dusk Falls Upon the Temple Of The Serpent On The Mount of Sunrise
2. Cast Down The Heretic
3. Sacrifice Unto Sebek
4. User-Maat-Re
5. The Burning Pits Of The Duat
6. Chapter Of Obeisance Before Giving Breath To The Inert One In The Presence Of The Crescent Shaped Horns
7. Lashed To The Slave Stick
8. Spawn Of Uamenti
9. Annihilation Of The Wicked
10. Von Unaussprechlichen Kulten
Songs
1. Dusk Falls Upon the Temple Of The Serpent On The Mount of Sunrise
2. Cast Down The Heretic
3. Sacrifice Unto Sebek
4. User-Maat-Re
5. The Burning Pits Of The Duat
6. Chapter Of Obeisance Before Giving Breath To The Inert One In The Presence Of The Crescent Shaped Horns
7. Lashed To The Slave Stick
8. Spawn Of Uamenti
9. Annihilation Of The Wicked
10. Von Unaussprechlichen Kulten
La malsana creatura di Karl Sanders non ammette soste o compromessi e l’uscita dal gruppo di Tony Laureano (sostituito dal giovane George Kollias, proveniente dai greci Nightfall) sembra sia stata assorbita in modo limpido e indolore. Ascoltando il nuovo album non pare infatti che l’impatto putrido e senza eguali dei Nile abbia subito alcun contraccolpo. ‘Annihilation Of The Wicked’ è death metal allo stato puro, epico, autarchico, spinto a livelli tecnici insostenibili e privo di alcuna speranza. Un album che supera addirittura il precedente ‘In Their Darkened Shrines’ che pure aveva raggiunto vette notevoli. La differenza la fa soprattutto la produzione di Neil Kernon che regala a tutto il lavoro una compattezza sonora straordinaria trasformando canzoni come ‘The Burning Pits Of The Duat’ o la title track in un corposo stillicidio di deliranti note ferali. Una ritmica travolgente e assoli su assoli si abbatteranno su di voi ammaliandovi e costringendovi a non porvi il problema di parti vocali assolutamente monotone e sempre più in secondo piano rispetto a strutture armoniche così complesse. La magniloquente ‘User-Maat-Re’ sembra tratteggiare in un aere plumbeo un fiume Nilo strabordante sangue mentre la lovecraftiana ‘Von Unaussprechlichen Kulten’ cesella in chiusura un disco da brividi. Staremo a vedere se anche dal vivo l’assenza di Laureano non si farà sentire.
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