Dark Days White Nights
Tying Tiffany
Trisol - Audioglobe
Pubblicato il 28/01/2012 da Lorenzo Becciani
Songs
01. New Colony
02. Dark Day
03. Drownin'
04. Sinistral
05. She Never Dies
06. Universe
07. Unleashed
08. 5 AM
09. Lepers of the Sun
10. White Night
Songs
01. New Colony
02. Dark Day
03. Drownin'
04. Sinistral
05. She Never Dies
06. Universe
07. Unleashed
08. 5 AM
09. Lepers of the Sun
10. White Night
La disinvoltura con cui Tying Tiffany si scrolla di dosso critiche e falsità tipiche della nostra stampa specializzata è rara da trovare in questo paese. Come avevamo già fatto in passato invitiamo a giudicare questo album per il suo spessore artistico e non perché i vostri ricordi la legano alle immaginifiche gesta di Suicide Girls. Con il passare del tempo la sua statura internazionale è aumentata a dismisura e 'Peoples Temple' mostrava una svolta oggettiva a livello di produzione e arrangiamenti. Adesso è venuto il momento di puntare ancora più in alto e credere in qualcosa che non ci è stato negato alla nascita. La danza tribale di 'New Colony' introduce nei meandri di un suono viscido dove post punk e new wave esaltano la duttilità della cantante. 'Drownin' e 'She Never Dies' sono due singoli perfetti che si inseriscono in un contesto dove l'aspetto visuale bilancia il desiderio di ballare e ribellarsi al dolore che si prova nell'animo. In questo senso è da segnalare lo sforzo di Pax Paloscia - fotografo che in questi anni ha saputo cogliere così bene gli aspetti più criptici della vita newyorkese - nello specifico ispirato all'opera di Carlo Di Palma in 'Deserto Rosso' di Michelangelo Antonioni e capace di fissare le movenze di Tying Tiffany come David Foster Wallace sapeva descrivere i tremendi effetti della depressione con la leggerezza delle favole. 'Unleashed' richiama l'esperienza con Get Physical mentre 'Lepers Of The Sun' risulta un'altra prova di maturità collocata in un album che non conosce punti deboli e trascina l'ascoltatore con ritornelli efficaci e battiti perversi. Il cuore non si ferma un attimo e l'alienazione narrata dalla sua delicata voce è qualcosa di celeste. Un sogno che si avvera. Una meraviglia che scuote la notte. Una notte bianca che sfida Karin Dreijer Andersson senza sfigurare.
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