Chrisma Crucifixorum
Antikatechon
Rage In Eden
Pubblicato il 20/10/2012 da Gabriele Oltracqua
Songs
1. Altaria Expiationis
2. Delubra Vexatorum
3. Violatio Sigillorum
4. Convivium Vulturum
5. Cunabula Improbitatis
6. Chrisma Crucifixorum
Songs
1. Altaria Expiationis
2. Delubra Vexatorum
3. Violatio Sigillorum
4. Convivium Vulturum
5. Cunabula Improbitatis
6. Chrisma Crucifixorum
Il secondo lavoro degli Antikatechon, progetto in mano interamente a Davide Del Col, è una lenta agonia in musica dilatata nel dolore e nel sempre eterno dualismo tra il bene ed il male. Binomio visto ed interpretato con un dark ambient che imita le gesta dei Raison D?Etre e dei Kirlian Camera più gelidi e nichilisti. I movimenti di questo ?Chrisma Crucifixorum ? sono sei. Numero che ha un certo significato dogmatico. Quanto è dogmatico il resoconto sonoro che si dipana ascoltando tali litanie di rumore ancestrale. Una fede che bisogna perseguire con l?amore più puro e disinteressato verso sonorità profonde cariche di significati spirituali. I synth si muovono per scavare in profondità e creare un substrato di rumore che porta l?ascoltatore in meandri cupi e desolati. Sembra di essere in un anfratto medioevale, vittime di una macchina di tortura pronti ad espiare colpe e confessare reati mai commessi. Si odono in lontananza, fraseggi di chitarre classiche e percussioni che danno un sapore ancor più misterioso, contrapposte a rumoristica d?avanguardia al limite del ritualismo tanto caro ai sempre compianti Coil. Ci avviciniamo a situazioni quasi isolazioniste con drone che annichiliscono e tormentano le carni. Siamo al cospetto di un?opera che non ha dinamicità ma che offre uno spettro sonoro tutt?altro che statico. Un quadro fatto di tinte forti dove anche il più piccolo rumore ed il minimale arrangiamento hanno una carica emotiva devastante. Un album che regalerà dolore ma che servirà per purificare l?anima attraverso l?espiazione dei propri peccati. Attraverso il martirio dei sensi.
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