Shrine Of New Generation Slaves
Riverside
InsideOut
Pubblicato il 30/01/2013 da Lorenzo Becciani
Songs
1. New Generation Slave
2. The Depth of Self-Delusion
3. Celebrity Touch
4. We Got Used To Us
5. Feel Like Falling
6. Deprived [Irretrievably Lost Imagination]
7. Escalator Shrine
8. Coda
Songs
1. New Generation Slave
2. The Depth of Self-Delusion
3. Celebrity Touch
4. We Got Used To Us
5. Feel Like Falling
6. Deprived [Irretrievably Lost Imagination]
7. Escalator Shrine
8. Coda
E' proprio il caso di dire che il coraggio paga. Da diversi anni è evidente come la creatività di Mariusz Duda non possa più essere rinchiusa nei rigidi canoni del prog e l'eccitazione nel perseguire nuove linee compositive lo ha spinto a caratterizzare la sua creatura principale con soluzioni melodiche di maggiore respiro e retaggi degli anni settanta. Il successo di 'Rapid Eye Movement' e l'esperienza solista hanno accompagnato la sua crescita come songwriter ed il successore di 'Anno Domini High Definition' propone all'ascoltatore un futuristico mix tra Pink Floyd, Porcupine Tree e Tool che si distingue per una sezione ritmica formidabile e liriche mai banali. Le novità stilistiche supportate con 'Memories In My Head' sono state ulteriormente sviluppate, la produzione è più calda rispetto al passato ed orientata sulle chitarre ed i progressi vocali del leader arricchiscono un tessuto sonoro variegato e resistente all'usura del tempo. Il disco viene illuminato da un singolo meraviglioso come 'Celebrity Touch' ma anche brani più elaborati quali 'The Depth Of Self-Delusion' e 'We Got Used To Us' che sapranno convincere i più scettici della lungimiranza dei polacchi. Chi segue la band dagli esordi invece non potrà evitare di commuoversi di fronte ai dodici minuti spettrali di 'Escalator Shrine'.
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