Holosoil
Germania/Finlandia
Pubblicato il 08/04/2026 da Lorenzo Becciani

Ciao Jan, come stai?
Molto bene te? Ci sta per raggiungere anche Emelie…

Ok, no problem la aspettiamo. Nel frattempo complimenti per la t-shirt. Vedo che sei un fan dei Porcupine Tree. Qual è il tuo album preferito?
Non è facile rispondere ma direi ‘Fear Of A Blank Planet’. Adoro ‘Anesthetize’, il pezzo di diciassette minuti.

Dove siete localizzati al momento?
Io vivo a Berlino. Sono un chitarrista session e infatti sono reduce da un tour nel Regno Unito con un’altra band.

Quindi sei un fan della techno? 
Non proprio, a dire il vero. Ho frequentato qualche club ma non spesso.

Non ti piace il Berghain?
Non ci sono mai stato, magari succederà prima o poi.

Te invece Emelie?
Io vivo in Finlandia. Sono nella casa di mia nonna perché ha una connessione internet migliore. É nel sud della nazione, nell’arcipelago a sud di Helsinki.

Forse sei una delle poche cantanti finlandesi che non è influenzata dai Nightwish o dal death metal melodico, ma semmai dalle Nylon Beat o qualcosa di simile..
Non saprei. Non ho ascoltato troppo i Nightwish ma nemmeno le Nylon Beat . Sono sicuramente di un background differente.

Perché avete scelto di chiamarvi Holosoil?
Le mie liriche parlano spesso di Natura e in Holosoil c’è “soil” che racchiude un po’ tutto. La foresta, le piante, gli animali… Poi ad essere onesti avevamo una lunga lista di nomi e Holosoil è tra quelli che ci piaceva che andava bene anche alla label.

Come è nata la band?
Io, Altaïr  e Victor avevamo un’altra band ma ci siamo separati dal cantante. Avevamo già un contratto con InsideOut ed in quel periodo ci hanno aiutato e supportati molto. Abbiamo iniziato a fare audizioni e Emelie ha convinto tutti. Così le abbiamo chiesto di scrivere dei testi su alcuni pezzi che avevamo già pronti. A quel punto ci siamo trovati in sala prove ed è andata alla grande. Questo ci ha fatto perdere tempo perché il caso ha voluto che Emelie, proprio in quel periodo, si stesse trasferendo da Berlino in Finlandia. È successo tutto a gennaio dello scorso anno quindi alla fine abbiamo avuto bisogno di un anno circa per fare coincidere tutto.

Il fatto di vivere in luoghi così diversi rappresenta un problema?
Al momento no. Siamo all’inizio quindi stiamo ancora pensando a come far funzionare le cose, ma il songwriting procede senza problemi. I ragazzi scrivono le versioni strumentali dei pezzi e poi me li inviano e io lavoro a melodie e testi. Mi piace lavorare nel mio studio da sola.

Potete dirci di più sugli altri progetti in cui eravate o siete coinvolti?
Come ti dicevo, avevamo un’altra band prima degli Holosoil. Ci chiamavamo R3vo e l’highlight è stata la partecipazione all’Euroblast Festival di Colonia. Io suono la chitarra per Kiki Annette, un’artista indie-folk con cui sto collaborando da tempo. Ho scritto diverse canzoni tra cui il suo nuovo singolo.

E te invece Emelie? Quanto è diverso cantare negli Holosoil rispetto a quando lo fai da solista?
É molto diverso. L’energia di una band è qualcosa di difficile da descrivere. La mia energia invece nasce quasi tutta dalla Natura. É un mix interessante quindi. In questo nuovo progetto sento di potermi esprimere molto ma soprattutto di potere sperimentare molto, visto che la musica è parecchio complessa e c’è tanto spazio per me. Posso tirare fuori una parte vocale lenta e delicata e poi all’improvviso essere trascinata da un passaggio strumentale super heavy.

Quando ho ascoltato l’EP, in particolare il singolo ‘Animal’, ho pensato ad un’influenza vocale di tipo nordico. Qualcosa alla Björk per intenderci. Allo stesso tempo sembri ispirata dal K-pop..
Trovo interessante quello che dici. Intanto perché in passato ho scritto per il K-pop. Ora lo faccio meno, ma ho pensato molto a questa connessione a livello dinamico e di ritmiche. Anche nel prog non si seguono regole standard. Vocalmente al momento sono ispirata dalla Natura del Nord Europa.

Come siete entrati in contatto con InsideOut?
Tenevamo un file excel con tutti i contatti delle varie band. Circa quaranta o cinquanta indirizzi email. Così abbiamo scritto a questi indirizzi e un paio hanno risposto che non avevano tempo o abbastanza soldi. Thomas di InsideOut invece ci ha risposto di essere interessato. Abbiamo iniziato a parlare e dopo qualche mese ci ha mandato il contratto da firmare. Ad aprile del 2024, quando Emelie si è unita a noi, avevamo già composto tutte le tracce dell’EP. Le registrazioni si sono svolte l’anno successivo.

Qual è la traccia chiave secondo voi?
Ognuno di noi ha gusti diversi, ma ‘Look Up’ è sicuramente un pezzo in cui crediamo molto. Abbiamo lavorato parecchio per renderla così come puoi ascoltarla adesso e siamo scesi pure a qualche compromesso per fare sì che fosse il più accessibile possibile. Il coro è fantastico.

Che piani avete per il momento?
Il 23 di aprile avremo il release party dell’EP all’Urban Spree di Berlino. Sarà la prima volta che suoneremo insieme quindi saremo un po’ nervosi.

Dove compri i vestiti per concerti e foto promozionali?
Ho un guardaroba intero di costumi. Ne ho realizzati a decine. Stiamo pensando anche alle visual perché vogliamo che trasmettano il senso del progetto. Il video di ‘Spirals’ desidera essere una sorta di anticipazione.

Fino a questo momento avete notato un feedback particolare da qualche nazione in particolare?
Più che altro dalla Germania e dalla Finlandia ma credo perché sono i nostri paesi di provenienza. Leggendo i dati di Spotify abbiamo visto che ci sono anche tanti ascoltatori americani che ci seguono mentre su Apple Music c’è maggiore richiesta dal Giappone.

Magari dopo questa intervista avrete qualche fan in più dall’Italia..
Lo speriamo veramente. Sarebbe bellissimo.

(parole di Jan Kurfürst e Emelie Sederholm)
 

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