The Next Day
David Bowie
Columbia
Pubblicato il 08/03/2013 da Lorenzo Becciani
Songs
01 ? The Next Day
02 ? Dirty Boys
03 ? The Stars (Are Out Tonight)
04 ? Love Is Lost
05 ? Where Are We Now
06 ? Valentine?s Day
07 ? If You Can See Me
08 ? I?d Rather Be High
09 ? Boss Of Me
10 ? Dancing Out In Space
11 ? How Does The Grass Grow
12 ? (You Will) Set the World On Fire
13 ? You Feel So Lonely You Could Die
14 ? Heat
Songs
01 ? The Next Day
02 ? Dirty Boys
03 ? The Stars (Are Out Tonight)
04 ? Love Is Lost
05 ? Where Are We Now
06 ? Valentine?s Day
07 ? If You Can See Me
08 ? I?d Rather Be High
09 ? Boss Of Me
10 ? Dancing Out In Space
11 ? How Does The Grass Grow
12 ? (You Will) Set the World On Fire
13 ? You Feel So Lonely You Could Die
14 ? Heat
Scontate riflessioni a parte credo che il pregio principale di questo album sia la grande varietà del materiale proposto che si lascia ascoltare quasi come se il tempo si fosse fermato ed il Duca Bianco non avesse cessato l'attività dal vivo da diversi anni. Era immaginabile un notevole fervore mediatico attorno a questa release considerato il lungo silenzio dell'artista inglese ma sono certo che nemmeno i discepoli più fedeli avrebbero sperato in tanta grazia. Non solo i pezzi nostalgici sono ridotti al minimo, forse proprio l'anteprima 'Where Are We Now' e la conclusiva 'Heat', ma il songwriting è stellare ed il guitar work di Earl Slick veramente incendiario. La collaborazione con Tony Visconti ha permesso di rendere freschi i suoni mantenendo l'evoluzione raggiunta con '1. Outside' e 'Earthling' ma soprattutto evocando il suo ruolo di storico dominatore in ambito di produzione. L'inizio è di quello che potrebbero spiazzare con la bizzarra title track, caratterizzata da un arrangiamento superbo e dalla difesa a denti stretti ?here I am, not quite dying?, e la dilaniante 'Dirty Boys'. Quando parte però 'The Stars (Are Out Tonight)' ogni barriera di scetticismo è destinata a crollare come il celebre muro berlinese sotto i colpi della riforma progressista. Stiamo parlando di un singolo pazzesco in grado di trasmettere i brividi per mesi e mentre le immagini di Flora Sigismondi girano in testa la feroce immediatezza di 'Station To Station' si impone di nuovo in tutta la sua prepotenza. I colori dell'album sono sgargianti, a volte è un sax ad impadronirsi della scena, altre un organo o la chitarra ma le sfumature sono sempre signorili e possono vantare una classe primordiale. 'Valentine's Day' e 'Love Is Lost' dimostrano che l'autore di 'Low' e 'Aladdin Sane' non ha smarrito la sua carica eversiva e riesce ancora a sbeffeggiare il pop moderno concedendosi zero compromessi. Il malizioso artwork di Jonathan Barnbrook sembra volere chiudere col passato, non solo di 'Heroes', eppure la lenta 'You Feel So Lonely You Could Die' si dischiude come un capolavoro assoluto e la carismatica voce viene esaltata al massimo delle sue potenzialità. David Bowie è tornato e il giorno che verrà sarà necessariamente meno poetico ed avvincente di quello che sto vivendo adesso.
David BowieDavid Bowie
David Bowie
From UK

Discography
1967 - David Bowie
1969 - Space Oddity
1970 - The Man Who Sold The World
1971 - Hunky Dory
1972 - The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars
1973 - Aladdin Sane
1973 - Pin Ups
1974 - Diamond Dogs
1975 - Young Americans
1976 - Station To Station
1977 - Low
1977 - Heroes
1979 - Lodger
1980 - Scary Monsters (and Super Creeps)
1983 - Let's Dance
1984 - Tonight
1987 - Never Let Me Down
1993 - Black Tie White Noise
1993 - The Buddha Of Suburbia
1995 - Outside
1997 - Earthling
1999 - Hours...
2002 - Heathen
2003 - Reality
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