The Unified Field
IAMX
Self Released
Pubblicato il 27/03/2013 da Lorenzo Becciani
Songs
1. I Come With Knives
2. Sorrow
3. Quiet The Mind
4. The Unified Field
5. The Adrenalin Room
6. Under Atomic Skies
7. Screams
8. Come Home
9. Animal Impulses
10. Walk With The Noise
11. Land Of Broken Promises
12. Trials

Songs
1. I Come With Knives
2. Sorrow
3. Quiet The Mind
4. The Unified Field
5. The Adrenalin Room
6. Under Atomic Skies
7. Screams
8. Come Home
9. Animal Impulses
10. Walk With The Noise
11. Land Of Broken Promises
12. Trials

Un capolavoro assoluto il ritorno discografico di Chris Corner a due anni di distanza da quel 'Volatile Times' che ne aveva consacrato il percorso solista dopo la chiusura dell'esperienza con gli Sneaker Pimps. Il trasferimento a Berlino ed il confronto con un ambiente elettronico in costante evoluzione hanno mutato rapidamente le coordinate sonore di un progetto che era nato dall'esigenza di comporre materiale più personale e facilmente commestibile rispetto ai retaggi industriali di un tempo. La teatralità delle canzoni passate adesso è supportata da un programming incisivo e parti vocali che riescono a trasmettere l'eterea bellezza della natura come quelle dei Sigur Rós o la viscida realtà dei quartieri disagiati sbattutaci in faccia da Tricky. Le liriche affrontano i temi dell'identità sessuale, della morte e dell'amore, della decadenza ispirata da culti religiosi e politici, dall'alienazione sempre più frequente nella società di oggi. Il tutto viene enfatizzato da un cantato straordinario con referenze che toccano una volta Robots In Disguise e James Cook, un'altra David Bowie e Depeche Mode. 'I Come With Knives' è un'introduzione pazzesca ad un album che necessita di ripetuti ascolti per svelare appieno ogni sfumatura del suo articolato concept ed una quantità impressionante di glitches, layers di chitarre e basso, synth analogici e strumenti tradizionali. Dietro la console per questo lavoro in studio troviamo Jim Abiss, in passato al fianco degli Arctic Monkeys, ed il suo sforzo si è concentrato sul rendere più personale possibile ogni piccola diapositiva di una visione globale da perderci la testa. 'Sorrow' e 'Quiet The Mind' ripartono dall'album precedente per assestare due colpi sicuri al cuore. La title track e 'Come Home' sono invece il manifesto di un suono che si è evoluto. Trip hop, electroclash o industrial pop. Chiamatelo come volete ma IAMX è più oscuro di centinaia di gothic band dal dubbio spessore artistico ed allo stesso tempo talmente commerciale da rischiare di fare un botto impensato. In chiusura 'Land Of Broken Promises' e 'Trials' ci spingono su territori cari ai Lamb ma che un tipo come Tim Skold amerebbe deturpare in un noioso fine settimana qualunque. Schizzi di vernice ricoprono la pelle pallida, le ali di angelo perdono lentamente le loro piume ed il trucco si sbava quasi a ricordarci che Chris Corner è un essere umano come noi. Fino a questo momento non ce n'eravamo accorti.
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