
Se la musica degli svizzeri fosse stata intrigante come il digipack a quattro pannelli con cui viene distribuito il loro debutto allora saremmo al cospetto della migliore uscita di sempre dell’etichetta di La Chaux De Fonds. Così non è ma i ragazzi di Neuchâtel fanno comunque la loro figura proponendo un post metal decisamente influenzato da Cult Of Luna e Deftones. La testardaggine di alcuni riff è stata sottolineata in fase di produzione e questo rappresenta forse l’unico momento per spezzare un po’ la tensione che si viene a creare nelle lunghe litanie strumentali della band. Un paio di pezzi sono addirittura senza voce ma anche quelli in cui Jack Khain e Matthieu Hinderer si cimentano dietro al microfono danno ugualmente l’impressione che il cantato sia posto ai margini rispetto alla sezione ritmica ed alle dissonanze di basso e chitarre. I dieci minuti di ‘For Seven Days’ sono esplicativi di quello che i NevBorn sono in grado di costruire dal vivo ma, considerato il lungo travaglio che ha avuto questo album, è lecito attendersi qualcosa di più rispetto ai cinque orizzonti proposti.


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