
L’ultima volta che ho visto un’ariete è stato nella serie televisiva Vikings e devo dire che ero più interessato alle fattezze di Katheryn Wikkick e Morgane Polanski. C’è pero’ solo una band in attività che puo’ intitolare un album con riferimento allo strumento utilizzato nell’antichità durante gli assedi è questa band si chiama Saxon. Gli inglesi continuano a marciare a testa alta, orgogliosi del passato e consapevoli che anche nel presente possono recitare un ruolo importante nonostante la carta di identità possa suggerire il contrario. ‘Battering Ram’ è nato ai Backstage Recording Studios nella contea di Derbyshire e ha visto consolidarsi ancora di più il rapporto con Andy Sneap, chitarrista dei Sabbat e produttore tra gli altri di Megadeth, Exodus e Opeth. La fiducia di Biff Byford nei suoi confronti è ormai risaputa e dopo The Scintilla Project e la convalescenza di Nigel Glocker, in buona forma dopo due complessi interventi chirurgici, i Saxon hanno potuto dedicarsi con calma al successore di ‘Sacrifice’. Forse nemmeno ai tempi d'oro i Saxon potevano vantare delle chitarre così potenti e la devozione all'heavy metal viene assicurata con alcuni passaggi che raggiungono livelli di epicità fuori portata per quasi tutti i gruppi di oggi. ‘Queen Of Hearts’ e ‘Stand Your Ground’ sono le tracce in cui il frontman dimostra di non avere smarrito la propria classe e che potrebbero addirittura distrarre gli appassionati di NWOBHM dall’ascolto di ‘The Book Of Souls’ degli Iron Maiden. I riff portanti della title track e di 'Destroyer' non ammettono discussioni, lo spoken word di 'The Devil's Footprint' ed il ritornello di 'Eye Of The Storm' faranno scattare ricordi piacevoli mentre la chiusura spetta all'esperimento più ardito, 'The Kingdom Of The Cross', con David Bower degli Hell.


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