Book Of Shadows II
Zakk Wylde
Spinefarm
Pubblicato il 08/04/2016 da Lorenzo Becciani
Songs
01. Autumn Changes
02. Tears of December
03. Lay Me Down
04. Lost Prayer
05. Darkest Hour
06. The Levee
07. Eyes of Burden
08. Forgotten Memory
09. Yesterday’s Tears
10. Harbors of Pity
11. Sorrowed Regret
12. Useless Apologies
13. Sleeping Dogs
14. The King
Songs
01. Autumn Changes
02. Tears of December
03. Lay Me Down
04. Lost Prayer
05. Darkest Hour
06. The Levee
07. Eyes of Burden
08. Forgotten Memory
09. Yesterday’s Tears
10. Harbors of Pity
11. Sorrowed Regret
12. Useless Apologies
13. Sleeping Dogs
14. The King

Tutto sommato sono tre i full lenght che hanno segnato in maniera indelebile la carriera del chitarrista scoperto da Ozzy Osbourne ai tempi di 'No Rest For The Wicked'. Il primo è 'No More Tears' che lo ha definitivamente lanciato nello star system mondiale e gli ha dato sicurezza economica. Il secondo è l'esordio dei Pride And Glory, un progetto apparso sul mercato con timidezza e di cui ancora si parla. In quel caso Jeffrey Phillip Wielandt ha potuto svelare al pubblico, che fino a quel momento lo conosceva per 'Mama I'm Coming Home' e 'No More Tears', le proprie influenze southern-blues e un'invidiabile completezza come artista. Infine 'Book Of Shadows', quando ancora non erano stati creati i Black Label Society, prima escursione solista che ha convinto qualunque appassionato di sei corde. A distanza di vent'anni la storia si ripete ed il chitarrista originario del New Jersey, sempre più simile ad un personaggio della serie televisiva Sons Of Anarchy, si mette a nudo regalandoci un'altra manciata di canzoni che si discostano dall'heavy metal e puntano su un cantato epico e arrangiamenti acustici che crescono di ascolto in ascolto. Si parte fortissimo con 'Autumn Changes' e anche il singolo 'Sleeping Dogs' non scherza nonostante i vent'anni trascorsi dal debutto. Il colpo di grazia definitivo viene però inferto con 'Tears Of December' e 'Lost Prayer', presenti anche nella versione per pianoforte che ne amplifica la carica emotiva. 'Lay Me Down' e 'Eyes Of Burden' sono invece più elaborate e marcano l'evoluzione di un musicista che non ha mai dato nulla per scontato e ha messo sempre al primo posto la dimensione live. Un album commovente che mi auguro venga promosso a lungo in tour magari con l'aggiunta in scaletta di alcuni brani del predecessore e qualche retaggio dell'esperienza unica vissuta assieme a James LoMenzo e Brian Tichy.

Zakk WyldeZakk Wylde
Zakk Wylde
From USA

Discography
1996 - Book Of Shadows
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