Grave Disorder
The Damned
Nitro
Pubblicato il 05/06/2006 da Emanuele Biani
Songs
1. Democracy?
2. Song.com
3. Thrill Kill
4. She
5. Lookin For Action
6. Would You Be So Hot (If You Weren't Dead)
7. Absinthe
8. Amen
9. Neverland
10. The End Of Time
11. Obscene
12. W
13. Beauty Of The Beast
Songs
1. Democracy?
2. Song.com
3. Thrill Kill
4. She
5. Lookin For Action
6. Would You Be So Hot (If You Weren't Dead)
7. Absinthe
8. Amen
9. Neverland
10. The End Of Time
11. Obscene
12. W
13. Beauty Of The Beast
Non credo che lo spazio di una recensione sia sufficiente, per ribadire l’importanza fondamentale del ruolo che i Damned hanno rivestito e tuttora rivestono nell’intera scena rock moderna. Vi basti sapere che il loro singolo ‘New Rose’ (1977) è stato ufficialmente riconosciuto come il primo vagito punk di sempre, e che nel corso degli ultimi 25 anni (durante i quali la band si è sciolta e ricongiunta innumerevoli volte, anche sotto altri nomi) la loro influenza ha infettato il sangue di gente come Misfits, Metallica, Guns N’ Roses ed Offspring. Ma evidentemente la cover della storica ‘Smash It Up’ sulla colonna sonora di ‘Batman Forever’ non deve aver accontentato Dexter Holland, cantante degli stessi Offspring e boss dell’eccellente Nitro Records, al punto che il contratto discografico rilasciato a questi eterni ragazzacci rappresenta un’ideale e doverosa chiusura del cerchio. Analizzare ‘Grave Disorder’ in maniera distaccata ed imparziale non è semplice, come non è facile parlare di qualsiasi disco costituito da ottime canzoni che sguazzano in un coacervo di generi diversi, evidenziando costantemente la padronanza con cui la band si muove in uno spettro sonoro tanto ampio. I Damned targati 2001 suonano come un divertito e menefreghista compromesso tra il riffing basilare dei Ramones e le atmosfere macabre del ‘Rocky Horror Picture Show’, un improbabile punto di convergenza tra le melodie surf dei Beach Noys e le tastiere gloomy di Uriah Heep e Blue Oyster Cult, la sintesi finale fra la freddezza del synth pop di derivazione gotica e le invocazioni sciamaniche di Jim Morrison. Tutto e niente, direte voi, magari arricciando il naso di fronte alla scarsa compatibilità di tali fonti d’ispirazione. In realtà mi piacerebbe che tutte le rock band alle quali è ignoto il significato della parola ‘arrangiamento’, apprendessero una lezione definitiva da questi tredici brani ruffiani ed irresistibili, brevi ma solo apparentemente semplici, che hanno il pregio sempre più raro di mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore dal primo all’ultimo secondo. Anche a costo di apparire retrogrado, sono convinto che la reunion dei Damned sia l’ennesimo gran colpo di una vecchia guardia che non molla.
The DamnedThe Damned
The Damned
From UK

Discography
1977 - Damned Damned Damned
1978 - Music For Pleasure
1979 - Machine Gun Etiquette
1980 - The Black Album
1982 - Strawberries
1985 - Damned But Not Forgotten
1985 - Phantasmagoria
1986 - Anything
1986 - Not The Captain's Birthday Party?
1986 - The Captain's Birthday Party
1989 - Final Damnation
1995 - Eternally Damned
1996 - Not Of This Earth
1997 - Testify
2002 - I'm Alright Jack And The Bean Stalk
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