
Il gruppo mathcore di Long Island è cresciuto in maniera spaventosa negli ultimi anni, ha fatto tesoro dell’esperienza maturata nei tour promozionali di ‘Centralia’ e ‘w^w^^w^w’ e adesso può vantare un profilo tecnico ed un’inventiva difficili da trovare in circolazione. Prima di inserire ‘Meta’ nello stereo preparatevi ad un folgorante mix tra The Dillinger Escape Plan e Meshuggah ma non date per scontato nulla perché altrimenti i Car Bomb avranno facilmente la meglio. Immediatamente verrete colpiti dalla sfrontatezza di Michael Dafferner, frontman che in passato ha girato anche l’interessante documentario ‘Why You Do This’, e dal genio di Greg Kubacki, chitarrista unico nel suo genere. Da lui partono quasi tutte le invettive del disco, la strumentazione viene costantemente brutalizzata e gli arrangiamenti sono uno più accattivante dell’altro con elementi ambient, dark e prog chiamati ad arricchire la varietà della proposta. Creare un impatto deflagrante è senza dubbio il primo obiettivo dei quattro ma a lungo andare ‘Meta’ svela tutta una serie di sfumature che moltiplicheranno la vostra stima nei loro confronti e vi spingeranno ad approfondire alcuni aspetti che in apparenza potrebbero sembrare scontati. Si va dall’anteprima web ‘From The Dust Of This Planet’ alla micidiale ‘Black Blood’ passando per ‘Gratitude’ e ‘Sets’ che addirittura nascondono sottili legami con Coalesce e Naked City. Nella conclusiva ‘Infinite Sun’ vengono riassunte poi tutte le caratteristiche fondanti di questo gruppo che sta acquistando sempre più credibilità negli uffici della Relapse. Non bastasse Joe Duplantier dei Gojira ha co-prodotto il disco insieme a Kubacki e Josh Wilbur, attualmente il guru del mixaggio in territorio statunitense, ha regalato il tocco finale.


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