Seasonal Beast
Unepassante
Chic Paguro
Pubblicato il 21/01/2017 da Lorenzo Becciani
Songs
1. We Are Nine
2. Cursed Be The Light
3. Ordinary Stuff
4. This Be the Verse
5. Florence Be Kind to Me
6. Sleep
7. Sapling Tree
8. The Discipline
Songs
1. We Are Nine
2. Cursed Be The Light
3. Ordinary Stuff
4. This Be the Verse
5. Florence Be Kind to Me
6. Sleep
7. Sapling Tree
8. The Discipline

Seguo Giulia Sarno da diversi anni, vuoi per le sue uscite e vuoi per la collaborazione con Tempo Reale che è sempre contraddistinta da eventi di ampio respiro culturale e devo dire che stavolta si è davvero superata. ‘Seasonal Beast’ non è soltanto l’apice della sua carriera come musicista, un album corale e visionario, che prende spunto dai precedenti ‘More Than One In Number’ e ‘No Drama’ per spingersi oltre ma è soprattutto un album che pone una questione di vitale importanza per il panorama italiano. Il dilemma è quello se continuare a subire la cultura provinciale a cui siamo abituati da quando siamo nati o combatterla con le idee. Tale riflessione nasce dal fatto che ‘Seasonal Beast’, catalogabile sotto le astute terminologie “electronic” e “experimental”, si muove trasversale rispetto a quanto diamo per scontato. Un percorso di ricerca definito come “un'intersezione tra spunti estetici eterogenei, provenienti principalmente dall'universo pop ma declinati con una mentalità anticonformista, vicina agli ambiti sperimentali. Una ricerca che punta fin dall'inizio verso una strada alternativa esplorando forme inconsuete, timbriche che sovrappongono mondi sonori differenti, un'espressività senza limiti precostituiti. Un'attenzione acuta rivolta verso la componente testuale...’. Tentando di scardinare questa voluminosa bestia capita di imbattersi in tracce dotate di spettrale dolcezza quali ‘We Are Nine’ e ‘Sleep’ e chiedersi, forse scioccamente, se le scintille accese da lei o Birthh non siano sul serio diventate fiamme, chiamate a indicarci un orizzonte diverso. La voce di Giulia è talmente bella e personale che basterebbe a giustificare l’acquisto e, una volta entrati nel suo mondo, verrete trascinati in una dimensione altra. Scegliete voi se solenne, spirituale oppure ancora più concreta o livida di ciò che provate quotidianamente. Al suo fianco troviamo Emanuele Fiordellisi e David Matteini, che ricordiamo nei Bad Apple Sons, il mixaggio è stato seguito da Indigo e il mastering da Shawn Hatfield (Amon Tobin, Machinedrum). ‘Cursed Be The Light’ è uno scontro di voci e sensazioni, una battaglia che avviene nell’animo e dall’animo alla cruda realtà finisce per evaporare. ‘Ordinary Stuff’ è il singolo della vita, quello che tutti vorremmo scrivere, melodia che si fissa in testa dopo dieci secondi e contorni che riflettono un’esperienza di arte contemporanea su più gradi e stratificazioni. ‘This Be The Verse’ cita Philip Larkin, ‘Sapling Tree’ è psichedelia pura mentre la conclusiva ‘The Discipline’ guarda alla scena techno berlinese con il necessario distacco. In fondo è sufficiente mettersi d’accordo. Perché se questo è pop allora finalmente possiamo affermare di essere nella direzione giusta. Mi piace chiudere con un’altra poesia, in questo caso di Charles Baudelaire, anch’essa improntata su una bellezza che fugge, e intitolata ‘À une passante’.

La rue assourdissante autour de moi hurlait.
Longue, mince, en grand deuil, douleur majestueuse,
Une femme passa, d'une main fastueuse
Soulevant, balançant le feston et l'ourlet;

Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,
Dans son oeil, ciel livide où germe l'ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.

Un éclair... puis la nuit! - Fugitive beauté
Dont le regard m'a fait soudainement renaître,
Ne te verrai-je plus que dans l'éternité?

Ailleurs, bien loin d'ici! trop tard! jamais peut-être!
Car j'ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,
Ô toi que j'eusse aimée, ô toi qui le savais!

 

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Unepassante
From Italia

Discography
2010 - More Than One In Number
2013 - No Drama
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