The Destiny Program
Germania
Pubblicato il 18/09/2007 da Lorenzo Becciani

Avete lavorato con personaggi del calibro di Anders Friden, Daniel Bergstrand, Jacob Hansen e Tue Madsen. Quale caratteristica di ciascuno di loro è stata importante per il prodotto finale ?
"Subversive Blueprint" è sicuramente l"album che ha necessitato più tempo per la realizzazione. Non avevamo mai curato in questo modo la produzione e penso si senta nel risultato finale. La fase di pre-produzione è stata molto lunga ed è stata curata soprattutto da Daniel Bergstrand che ha confermato con il suo lavoro e le sue parole il valore del nostro materiale. Anders Friden ha fatto i primi ritocchi indirizzando in modo più deciso e coraggioso il disco e per questo non possiamo che essergli grati. Una volta iniziata la fase di registrazione e produzione ci sono stati ulteriori interventi da parte di Jacob Hansen e Tue Madsen che non si  è solamente occupato del processo di mixing ma ha scelto in modo accurato i suoni di batteria per dare un aspetto più possibile percussivo all"album che altrimenti avrebbe suonato più piatto e monocorde. Se hai apprezzato l"album è grazie al lavoro combinato di queste quattro persone che hanno permesso ai nostri sforzi di non risultare vani ma muoversi nella direzione giusta.
La differenza principale con "The Tracy Chapter" consiste quindi nella produzione secondo te ?
Direi che sarebbe sbagliato negare che questo è il nostro disco più "easy" e vario. Abbiamo cercato di dare maggiore respiro alle canzoni pur mantenendo intatta l"aggressività e l"incedere claustrofobico che ci caratterizza dai tempi di "Diving To Eternity". "The Tracy Chapter" è stato un passo importante perchè ci ha permesso di scegliere quali erano i nostri reali obiettivi. Da quel momento abbiamo iniziato a fare le cose sul serio e a partire dal primo contatto via email con Nuclear Blast "Subversive Blueprint" ha preso forma nelle nostre menti.
E" corretto definire "Subversive Blueprint" un concept album ?
Si perchè fa parte di una concettualità globale secondo la quale il disco è stato pensato, realizzato e curato nei minimi particolari. Non c"è una storia che fa da filo conduttore a tutti i brani ma le liriche hanno la stessa natura e vivono questo disagio politico forte nei confronti dell"esterno. Non ci siamo permessi e non lo faremo mai di dare messaggi o fare prediche. E" giusto che ognuno faccia quello che vuole e la pensi come meglio crede ma denunciare certi aspetti è un dovere.
Come nasce l"artwork del disco ?
La copertina riflette in modo importante il suono del disco. In un certo senso ricorda quelle locandine horror che si vedono in giro negli ultimi anni ma non è fondamentale secondo me il soggetto del disegno quanto le emozioni che esso riesce a scatenare. 
Sbaglio o alcune parti vocali rimandano al debutto dei Korn ?
Sei il primo a farcelo notare ma non sbagli affatto. Per Johannes e me quel disco ha rappresentato tantissimo e la tua domanda dimostra che hai ascoltato il nostro album e non ti sei limitato a leggere i suggerimenti dell"etichetta. Stiamo seguendo con grande entusiasmo la promozione di "Subversive Blueprint" ma devo ammettere che comincio a ritenere preoccupanti e sospette tutte queste domande su alcune presunte influenze che in realtà non sono altro che il tentativo di inserirci in una scena che non ci appartiene. Il disco potrà piacere o meno e non sta a me giudicarlo ma ritengo che il nostro gruppo meriti rispetto per non limitarsi a copiare qualcun altro o premere fortemente per essere considerato parte di qualcosa che va di moda. Preferisco vendere poche copie ma mantenere intatta la mia integrità morale e come artista.
Immagino che ti riferisci alla famigerata etichetta metalcore..
Più che altro siamo stati accomunati a Caliban e Fear My Thoughts solo per avere diviso il palco insieme e questo ci infastidisce. Non suoniamo come i Caliban. Non suoniamo come nessun altro gruppo al mondo. Ci tengo a chiarirlo perchè pur non avendo niente contro i gruppi in questione nel nostro piccolo amiamo distinguerci e continuare per la nostra strada da soli.
Quali canzoni dell"album ritieni rappresentino al meglio il gruppo nella sua versione definitiva ?
Uno di questi è sicuramente "Welcome Overboard" che è scaturito da una forte rabbia repressa che è curiosamente emersa quando siamo entrati in studio in Svezia. La struttura originale del pezzo è rimasta la stessa ma l"attitudine e la ferocia lo hanno profondamente cambiato. Ci sono poi altre canzoni come "The Appeal" e "Daeva" che stanno ottenendo più feedback delle altre ma anche "Mithra" che stacca decisamente rispetto al resto del materiale e dimostra come The Destiny Program sia un progetto che non desidera fossilizzarsi su qualcosa di predefinito e scontato ma tentare di proporre elementi sempre originali.

(parole di Sebastian Formella)

 

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