Luca Turilli's Rhapsody
Italia
Pubblicato il 05/01/2017 da Lorenzo Becciani

Prima di tutto vorrei che illustrassi il Dolby Atmos a chiunque è profano di certe tecnologie..
Si tratta dell’evoluzione del formato Surround, è l’esperienza audio tridimensionale assoluto e la frontiera dell’audio che ci riserva il futuro. In questo momento tutti i cinema degli Stati Uniti sono già attrezzati ed adesso si stanno muovendo anche in Germania. Presto anche in Italia i cinema più grossi avranno questa tecnologia. A livello di videogiochi si sente parlare di realtà virtuale e il Dolby Atmos è l’esperienza virtuale ultima, il perfetto complemento per chi desidera vivere la musica al massimo del suo potenziale.

Ho visto che Yamaha sta già vendendo dei supporti..
Sono stati proprio loro a contattarci. Il modo migliore per godere della potenza del Dolby Atmos è con una delle loro soundbar che si trovano da qualche mese sul mercato. Altrimenti chi possiede un home theatre 5.1 dovrebbe porre quattro casse in modo da farle puntare dal basso verso l’alto, sfruttando la proprietà della riflessione sonora, oppure ancora meglio dall’alto verso il basso. Inoltre il Doly Atmos è retrocompatibile e quindi sembra davvero di avere dietro l’orchestra. Questo è il futuro.

Qual è la differenza di impatto col Dolby Surround?
Me ne sono reso conto quando mi hanno convocato in Germania per ascoltare il nuovo mix. A quel punto ho capito tutto. Ho riscoperto il cd, dei suoni che mi ero dimenticato e degli strumenti abbandonati o comunque tralasciati nel mix stereo. Io adopero sempre migliaia di tracce e mixare un album dei Rhapsody è sempre un’impresa. Servono almeno due-tre mesi perché oltre agli strumenti delle tipiche metal band c’è l’orchestra con tutte le sezioni. In un mix stereo devi necessariamente raggiungere dei compromessi, delle mille tracce che spedisco ne riesci a sentire settecento circa. Qui senti tutto. Tante band stanno pensando a realizzare i loro lavori in Dolby Atmos e siamo orgogliosi che abbiano pensato a noi per valorizzare la loro tecnologia perché così siamo entrati nella storia. Al momento stanno utilizzando ‘Prometheus’ come strumento promozionale alle fiere internazionali e nei cinema.

Come siete entrati in contatto con Chris Heil che può vantare collaborazioni tra gli altri con David Bowie e Scorpions?
Se fosse stato per noi non avremmo mai avuto i mezzi. É stata Yamaha a metterci in contatto. Da tempo collabora con lui perché nei suoi MSM Studios di Monaco Di Baviera produce musica e colonne sonore con il Dolby Atmos. Stava lavorando e ha sentito la nostra musica provenire da un’altra sala. Era Christoph Stikel, che si è occupato della masterizzazione della prima edizione di ‘Prometheus’ e stava ascoltando ‘King Solomon And The 72 Names Of God?’. In quel modo Heil ci ha scoperto e segnalato a Yamaha. Dopo diversi meeting hanno deciso di remixare la traccia e visto il risultato alla fine è stata realizzata un’edizione tutta nuova dell’album. Non puoi capire cosa ho provato quando ho ricevuto la loro email.

Quali sono secondo te le canzoni che hanno goduto maggiormente del nuovo mixaggio?
Sicuramente ‘Il Tempo Degli Dei’ e ‘Notturno’ ma anche ‘Of Michael The Archangel And Lucifer’s Fall Part II: Codex Nemesis??’, che in origine conteneva millecinquecento tracce, è pazzesca.

Pensi che adesso avrai delle difficoltà nel rapportati ai brani dal vivo considerato che il pubblico ascolterà la nuova versione?
No, la dimensione dal vivo sarà il prossimo step. La bellezza di tutto questo è che si tratta di un continuo working process. Yamaha è entusiasta del risultato. Adesso sono concentrato sulla reunion, a cui tengo molto, e poi mi dedicherò ad un nuovo progetto top secret che dovrebbe essere ultimato per l’autunno. A quel punto lavorerò al successore di ‘Prometheus’.

Direi che il termine concerto a questo punto è limitativo..
Quello che voglio è che i fan si immergano totalmente nel mondo dei Rhapsody. La nostra è un’unione di musica, componente visuale e metafisica. Vent’anni fa la tecnologia non ci permetteva di ottenere certi risultati ma l’intento era già quello.

Tra l’altro nelle vostre bio-sheet si legge sempre più “cinematic” e meno “power”..
Hollywood metal e symphonic power sono definizioni che non conoscono. Sono state inventate da label o giornalisti. Io faccio musica ma amo il termine “cinematic” perché il cinema è da sempre la mia più grande influenza. Il Dolby Atmos chiaramente non riguarda solo i metallari ma tutto il mondo e questo mi rende ancora più orgoglioso.

(parole di Luca Turilli)

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