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Italia
Pubblicato il 24/06/2025 da Lorenzo Becciani

Cosa stai ascoltando in questo momento in auto?
È una domanda difficile. In questo periodo mi sono concentrata sul disco e su cose personali. In realtà sto ascoltando tanta musica di generi diversi. Soprattutto Nina Simone, Ella Fitzgerald e Etta James, per studiare un utilizzo differente della voce rispetto a quello che ho sempre fatto con il rock.

 

Te l’ho chiesto perché immagino che percorri spesso la ‘Tangenziale Est’…
A dire il vero faccio più la Ovest, ma la canzone è nata da una mia vecchia relazione. Le canzoni sono tutte piccole fotografie di cose che ho vissuto e ‘Tangenziale Est’ parla della fatica di stare in un rapporto. Un po’ per paura, un po’ per l’idea di fermarti. Poi però trovi una persona che invece ha la pazienza e la determinazione di accoglierti e tenerti.

 

Nel complesso è cambiato il tuo approccio lirico con questo album?
La differenza maggiore è che ‘Vita Imperfetta’ era l’album del panico. Un modo per sedare questo dolore che avevo dentro. All’inizio ho fatto fatica a scrivere nuove canzoni. Ero un po’ bloccata. Poi quando ho finalmente iniziato, è nato tutto in maniera molto spontanea. Il problema di ‘Vita Imperfetta’ è che, uscendo nel periodo del lockdown, non è stato promosso dal vivo come avrebbe meritato. Ho potuto suonare le canzoni in versione unplugged assieme a Max Zanotti, come è successo proprio da te a Serravalle Rock, e sempre con lui ho affrontato questa nuova avventura. ‘Vita Imperfetta’ e ‘Nel Fiore Dei Tuoi Danni’ sono due dischi diversi, più che altro nel peso specifico. ‘Vita Imperfetta’ è un disco più denso mentre ‘Nel Fiore Dei Tuoi Danni’ un po’ più spensierato.

 

Volevi cambiare qualcosa in termini di produzione?
Sono partita con l’idea di fare un disco più asciutto e minimale. Ci sono delle canzoni molto melodiche e semplici. Per ‘Wonderfull’ ho voluto usare delle chitarre dobro. Con il passare del tempo è emerso il mio approccio più aggressivo e quindi l’album ha forse due anime distinte. Una più morbida e una un po’ più dura. In ogni caso non mi pongo limiti. In tutti questi anni ho capito che, vista la difficoltà di entrare in certi circuiti, tanto vale sperimentare e fare quello in cui si crede veramente.

 

Il titolo dell’album a cosa è ispirato?
É una dedica a mia figlia, che è appena maggiorenne e sta affrontando la maturità. È sicuramente più brava di me..

 

Devi raccontarci un danno che hai fatto allora..
Ahahah… direi che i maggiori sono stati legati a relazioni umane. Ogni tanto non sono riuscita a gestirle al meglio. Mi spavento, scappe, ritorno, faccio casino, cerco di farmi perdonare, poi faccio arrabbiare e così via.. Sono una persona molto umorale, a volte lunatica.

 

Di cosa parla ‘Pixies’?
É un’altra fotografia. É legata ad un amore clandestino.

 

Ci sono delle band che hanno influenzato la tua scrittura di recente?
Magari non consapevolmente, ma di sicuro mi piacciono molto i Nothing But Thieves. Li ho intervistati per la radio e li ho visti dal vivo. Quando sono in radio ho un approccio diverso perché comunque è una routine di lavoro. Potrei dirti però che ‘Welcome To The DCC’ da ‘Dead Club City’ è un pezzo che è stato tanto nella mia testa.

 

Adesso proviamo a parlare un po’ male di Max dai..
Ma no… è impossibile parlarne male. È meraviglioso, sia come artista che come persona. É in assoluto la persona più propositiva, positiva e costruttiva che abbia mai incontrato in vita mia. Io sono esattamente all’opposto e mi faccio abbattere subito. Lui mi compensa e mi supporta tantissimo a livello creativo. Quando siamo sul palco non riesce mai a sentirmi perché tiene il volume degli amplificatori a livelli assurdi.

 

Ecco parlaci appunto della nuova band..
Max ha portato con sé Halle degli Elephant Man. Lo ha invitato per delle sessioni in studio e registrare delle parti del disco. Non lo conoscevo e mi sono fidata. Quando l’ho visto all’opera sono rimasta sbalordita. É davvero strepitoso e ha aggiunto grande energia a tutto lo show. Alla chitarra abbiamo anche Thomas Festa, che non ha bisogno di presentazioni visto che è stato in tour con tanti artisti di nome come Gianna Nannini. Ormai è con me da tempo. Al basso c’è Elettra Pizzale, una ragazza con cui ho condiviso l’esperienza del tributo ai Deep Purple. É un vero portento e mi ha stregata sia musicalmente sia per come si “mangia” il palco.

 

Come stanno andando le date?
Molto bene. Abbiamo sempre avuto tanta gente ed il feedback è stato estremamente positivo. A fine luglio saremo di nuovo a Serravalle Rock, nel castello di Serravalle Pistoiese, e daremo vita ad uno show variegato. Il flow è super e ci saranno momenti tirati ed altri più acustici e intimi. 

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