"Forever Fight" è sicuramente un ritorno all"insegna della potenza e dell"epicità. Quanto credete che questi valori siano ancora presenti nelle nuove generazioni metal?
Mi fai una domanda difficile. Sai, le nuove generazioni che ascoltano metal sono per forza di cose costrette a seguire le mode, diversamente dalle vecchie che hanno fatto del metal una religione e sanno bene quali sono i punti di riferimento sonori ai quali legarsi. Però ho avuto il piacere di vedere nuovi fans e conoscere ragazzi che si sono letteralmente innamorati e appassionati del metal suonato vecchio stile. C"è una tendenza a riscoprire le vere origini, ciò da cui tutto è partito.
Come avete conosciuto Elisa De Palma?
La conoscevamo personalmente da tempo, ma non sapevamo che oltre a suonare la chitarra cantasse. Il nostro chitarrista Danilo ce la propose ai provini e ci fu subito feeling. Però volevamo essere sicuri, voelvamo avere non sono un buon rapporto ma raggiungere un livello qualitativo molto ampio. Lei fu l"unione tra questi due elementi che sono necessari ad una vocalist.
Cosa vi ha spinto a tornare ad avere una cantante donna e quanto è cambiata la band dal momento del suo arrivo?
Eravamo molto indecisi, tanto che ai provini abbiamo invitato sia ragazzi che ragazze, indifferentemente. Dopo la dipartita di Federica, ci siamo affidati ad una voce maschile per tanto tempo e l"arrivo di Elisa simboleggiava per noi un ritorno ad un old style dei White Skull. Non è assolutamente una scelta commerciale, ma si sono venute a creare delle situazioni e abbiamo scoperto in lei sonorità che ci hanno colpito subito. Elisa da subito si è dimostrata una gran lavoratrice, ha contribuito in maniera imprescindibile al lavoro su "Forever Fight", ha scritto le linee melodiche e i testi.
Avete guidato Elisa dal punto di vista vocal? Ha delle influenze particolari?
Le abbiamo fatto provare i nostri brani vecchi, senza dirle come cantare un determinato pezzo o meno. Volevamo sentire come si adeguava e cosa scaturiva dalla sua voce, senza forzarla a produrre suoni che non le erano naturali. Come ognuno di noi, ha tonalità differenti e noi abbiamo cercato di metterle in mostra e di esaltarle nel materiale nuovo.
L"ingresso del tastierista Alessio Lucatti ha cambiato le modalità compositive all"interno della band?
Alessio è stato decisivo, non solo per l"aiuto incredibile che è in grado di dare alle linee vocali di Elisa, ma anche per la partecipazione al disco. All"inizio pensavamo di affidarci ad un roadie checi seguisse nelle date, ma poi ci siamo resi conto che avevamo bisogno di qualcuno che fosse sempre presente, che mettesse la propria impronta e che fosse una figura di riferimento. Alessio è stato questo.
Come avete scelto titolo e copertina di "Forever Fight"?
Inizialmente avevamo pensato ad una copertina con riferimenti alla figura femminile, che rappresentasse il ritorno ad una vocalist. Così abbiamo fatto fare alcune bozze al nostro disegnatore Diego Ferrarin ma alla fine non era un concept che ci soddisfacesse e rappresentasse a pieno. Dopo è venuta l"idea di usare l"ascia, anche come riferimento alla canzone "Heavy Metal Axes" del disco e pian piano l"abbiamo sviluppato. Lo sfondo ricorda i paesaggi nordici, poi c"è l"ascia di guerra elaborata in stile White Skull. Il titolo è omonimo di una traccia e rappresenta la lotta che cerchiamo di portare avanti, perchè ci crediamo fino in fondo, combattere e provarci in tutti i modi, una lotta per il nostro metal per band che come noi affrontano mille difficoltà e sanno quanto è difficile continuare e andare avanti.
Quali dischi avete ascoltato durante la composizione e la registrazione dei brani ? Magari avete rispolverato qualche vecchio album...
Veramente nulla, devo dirti. E" stato un lavoro molto più nostro, ci siamo seduti con le chitarre in mano e abbiamo provato e riprovato, finchè non saltavano fuori gli accordi e le parole. Dovevamo poi inserire Elisa e Alessio che hanno portato un contributo essenziale a tutto il lavoro e ci hanno messo anima e corpo.
Siete all"ottavo lavoro in studio. Vuoi spendere una parola per ognuno dei dischi precedenti ?
"I Won"t Burn Alone" è il nostro primo lavoro, il debutto che raccoglie anni passati insieme a raccogliere materiale. Poi è seguito "Embittered" dove abbiamo dovuto lavorare di più e penso che rispetto al primo mostri un sound più incattivito. Nel "99 c"è stato quello che considero l"apice della band, "Tales from the North", che ci ha lanciati in alto anche grazie all"aiuto di Nuclear Blast al quale a causa soprattutto dei tempi contrattuali è seguito "Public Glory, Secret Agony" che a livello di sound assomiglia molto al precedente ed è stato scritto di getto. Dopodichè Federica se ne andò e "The Dark Age" rappresenta molto lo stato psico-fisico in cui versavamo. E" un disco molto cupo, lento, molto più heavy che power. La critica fu feroce e anche grazie a questo la casa discografica ci impose un ritorno ad un sound molto più power metal e il risultato è "The XIII Skull", dove abbiamo cercato di tornare alla velocità e ai ritornelli. Però anche quello fu stroncato e quindi arrivò il momento di prendere decisioni difficili. Ci chiedevamo se fosse giusto continuare a fare dischi per le case discografiche o se era il caso di mollare e tornare a fare dischi per noi stessi. E così fu. Appena lasciata l"etichetta, ci mettemmo al lavoro, a comporrre e decidemmo che appena il disco fosse pronto, avremmo cercato la casa discografica, che non tardò poi ad arrivare. In "The Ring of the Ancients" avevamo scritto come e quello che volevamo, e riscosse un grande successo e fu apprezzato da tutti. Così per il nuovo disco "Forever Fight" abbiamo continuato sulla stessa linea, scrivere e fare musica per noi stessi e per i fans, mettendoci tutto l"impegno e la passione.
Perchè parlare proprio delle battaglie dei barbari ? Trovi che abbiano un riferimento particolare nel contemporaneo?
Se ci sono riferimenti al presente, sono del tutto casuali. Scrivere un album storico è una nostra passione da "Tales from the North", escludento "The XIII Skull" che riguarda il futuro. "The Rings Of The Ancients" parlava di Celti, poi abbiamo parlato dell"impero romano e qui invece abbiamo deciso di prendere in considerazione la caduta dell"impero, le invasioni barbariche, la libertà di questi popoli, Attila.. Sono cose documentate, fatti storici ma non solo anche cose che ci sono venute in mente.
Che rapporto avete con i ragazzi di Dragonheart ? Pensi che sia l"etichetta migliore per pubblicare un album del genere?
Ci supportano da anni, non mi sono mai trovato male anzi, sono persone eccezionali. Abbiamo anche un rapporto esule da quello lavorativo, ci si diverte insieme, usciamo a berci una birra, ci sosteniamo a vicenda. Danno un supporto degno di una grande etichetta, fanno del loro meglio e sono certo che un rapporto del genere dia molte più soddisfazioni che stare dentro una label gigante ma che non ti lascia modo di esprimere.
(parole di Tony "Mad" Fontò)

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.