Eri riuscito a stupirci già con Hungry I e adesso hai dato vita ad un altro progetto. Quando hai pensato per la prima volta di formare una band vera e propria?
Ho incontrato Rupert quando suonava nei Black Ramps, abbiamo fatto un paio di concerti insieme e ci lega la passione per i Mogwai. Iniziamente la collaborazione doveva essere esclusivamente per la realizzazione del demo di 'Beginning Is The End' ma ci siamo resi conto che funzionava e non aveva senso cambiare direzione.
In quel periodo ha lavorato con noi anche Eric Heath (El Heath, Epic 45). La stampa ci ha trattato molto bene quindi ho spedito le canzoni pronte a Russ Russell, in passato al fianco di Napalm Death e Dimmu Borgir, che ha visto del potenziale e cominciato a lavorare su 'The Hurt Kingdom'. Rispetto al passato essere in una band mi aiuta a caratterizzare meglio la mia musica. Un laptop è meno personale.
Sentivi la necessità di condividere le tue idee con altri musicisti?
Ho sempre cercato qualcosa che assomigliasse ad una band dal vivo. In questo modo è anche più facile trovare posti dove suonare. In futuro mi piacerebbe combinare strumenti di estrazione classica con un'elettronica molto fredda e aggressiva. Un po' come fanno Murcof, 65daysofstatic e David Kostens Faultine.
Puoi dirci qualcosa del tuo background musicale?
Sono cresciuto sperimentando musica molto diversa. Le prime band che mi hanno veramente impressionato sono state Nirvana e Radiohead. 'In Utero' è stato l'album che mi ha convinto a comprare una chitarre e comporre canzoni per conto proprio mentre 'The Bends' quello che mi ha spinto a cantare. In seguito mi sono innamorato di Jeff Buckley e ho cominciato a usare il falsetto. In generale sono influenzato dalla cultura con cui sono stato educato. Puoi trovare riferimenti anche nei film di David Lynch e Terrence Malick. Quando ero piccolo mi registravo mentre blateravo o cantavo. Una sfida che si è trasformata nel desiderio di comporre musica come fosse un processo unico. Non mi basta sedermi e ascoltarla. Scrivere canzoni mi fa stare bene.
Come descriveresti il vostro stile a qualcuno che ancora non ha ascoltato 'The Hurt Kingdom'?
Recentemente ci hanno descritto come i Sigur Reoacute;s che suonano spezzoni di una colonna sonora horror..
Chi si è occupato della splendida confezione del mini?
E' stato Rupert. Oltre a suonare la batteria e un grafico molto bravo. Abbiamo lavorato insieme alla rappresentazione visiva della nostra musica e visto che le canzoni sono molto cinematiche volevamo qualcosa che richiamasse Stanley Kubrick. L'introspezione che emerge dai testi è visualizzata con un bicchiere di vetro e immagini ai raggi x.
Desideri trasmettere un messaggio particolare con i tuoi testi?
Non mi piace entrare troppo nello specifico delle mie liriche esattamente come della mia vita privata. Ho letto descrizioni esaustive su significati e contesti di altri artisti e l'ho percepita una privazione del divertimento che si prova nell'ascoltare un disco. Preferisco che le persone si facciano la propria idea. La musica è di tutti.
You're in love with a ghost appare in rilievo nel retro della copertina. E' per caso riferito a te?
Ritengo che sia una verità universale. Molte persone hanno un'idea dell'amore che è lontana dalla realtà. Questo pueograve; essere positivo e negativo allo stesso tempo. Quando hai perduto qualcosa non ha senso continuare a cercarlo. Non esiste più. L'ho scritto nel contesto di una relazione andata male che per molto tempo mi ha fatto sentire come se fossi trascinato da una cavallo morto. Non ha senso farsi del male inutilmente.
Pensate di pubblicare un full length nei prossimi mesi?
Ho già cominciato a lavorare ai demo delle canzoni che potrebbero finire nell'album. Naturalmente non avendo un contratto discografico siamo alla ricerca dei fondi necessari e molto dipenderà dalla risposta della critica a questo mini. Speriamo di avere l'opportunità di proseguire su questa strada.
Cosa dobbiamo attenderci a livello sonoro in futuro?
Sono molto ambizioso e mi piacerebbe che il primo full length possedesse più elementi sinfonici e suonasse davvero heavy. Mi piacerebbe lavorare con una vera sezione di archi e fiati.
Ascoltando le tue canzoni sembra che tu condivida con Matthew Bellamy la passione per la musica classica.
Quali sono i tuoi compositori preferiti?
E' difficile scegliere qualcuno in particolare ma senza dubbio amo Messiaen, Satie, Stravinsky, Rachamninov, Penderecki e Philip Glass.
Sei dell'avviso che certa elettronica potrebbe essere considerata la musica classica di adesso?
E' un peccato che la musica classica non riesca a raggiungere le masse. Non dovrebbe essere tanto esclusa dalla vita di tutti i giorni. Mi piace pensare che l'elettronica abbia le stesse caratteristiche elitarie e che in futuro i Venetian Snares possano assumere la stessa importanza che possiede oggi Beethoven.
Ti piacciono le installazioni contemporanee?
In generale preferisco le arti decorative.
Qual è la tua definizione di post rock?
Cerco di tenermi lontano dalle definizioni. Mi viene in mente quando andava di moda il grunge e quel termine era assolutamente limitante per tutto il genere. Explosions In The Sky, Godspeed You! Black Emperor e Mogwai hanno un suono unico e trovo frustrante l'idea di collocarli nello stesso movimento. La musica è un'esperienza talmente grande che va oltre queste tipologie di pensiero.
Parlaci di come è nata la collaborazione con Lee Malcolm..
Adoro i Vessels fin da quando si sono formati. Trovo che il suo glicth programming sia davvero originale e questo mi ha permesso di evitare di pubblicare un remix privo di senso come fanno in tanti.
Sei mai stato in Italia?
Solo a Roma con la mia ragazza. E' stato bellissimo e siete molto più organizzati che a Londra. Mi piacerebbe molto suonare dalle vostre parti.
(parole di Jonathan Stolber)

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