Ingraved
Italia
Pubblicato il 09/12/2010 da Lorenzo Becciani
Prima di tutto direi di presentare la band ai nostri lettori con una breve biografia..
Correva l’anno 2001 D.C. e un manipolo di ragazzi infoiati per il metal estremo decisero di mettere su un gruppo per fare casino in giro. A parte gli scherzi, sono passati quasi dieci anni dalla nascita della nostra creatura, e ne abbiamo viste e fatte di cotte e di crude, abbiamo suonato in giro per tutta la penisola, incontrato una marea di nuovi amici ma anche una miriade di teste di cazzo. Riassumendo il tutto potrei dire, che ci siamo davvero divertiti, certo abbiamo avuto delle fasi davvero buie e cambi di formazione, ma ora siamo pronti a supportare il nostro ultimo parto discografico 'Onryou', fino alla fine.
Quali sono le vostre influenze principali?
Credo che Lamb Of God, The Haunted, Devildriver, e tutti i grandissimi gruppi della new wave of extreme metal abbiamo influenzato, in qualche modo, il nostro modo di scrivere musica, ascoltando 'Onryou' pereograve;, credo di poter affermare che siamo riusciti ad amalgamare tute le nostre influenze in uno stile abbastanza personale, probabilmente per attitudine più smaccatamente hardcore rispetto ai mostri sacri sopracitati.
Sul vostro sito sottolineate come la missione della band sia quella di miscelare il metal estremo moderno con elementi hardcore eppure 'Onryou' è assai lontano dalle uscite fotocopia metalcore. E' stata una scelta precisa distinguervi oppure la vostra evoluzione ha seguito un percorso differente?
Siamo davvero contenti di essere comunque lontani dai soliti clichè metalcore. Amiamo il genere ma probabilmente le differenze evolutive sono dettate dal differente background rispetto ad altri gruppi. Nel nostro sound non sono riscontrabili influenze maideniane e gli elementi hardcore si sono inseriti per gradi. Anche se qualcosa era già riscontrabile nel nostro precedente album abbiamo deciso di dare maggior dinamismo alle nostre composizioni e di prenderci qualche rischio. L’entrata in formazione di Donatello come drummer ha fatto il resto.
Come siete entrati in contatto con Power Pain Records?
Dopo aver rescisso il contratto con la precedente etichetta, e una volta pronto il nuovo materiale, abbiamo spedito dei pacchetti promozionali in giro per il mondo, Andy, il big boss di Power Pain Records, ci ha contattati e corteggiati per tutta l’estate. Non potevamo proprio dire di no al suo entusiasmo.
Avete scelto volutamente un'etichetta estera oppure l'interesse delle label italiane è stato modesto?
Al contrario ringraziamo tutte le etichette italiane che coraggiosamente si sono fatte avanti proponendoci dei deal in un momento di crisi discografica ed economica come questo. Alla fine firmare per Power Pain Records è stata la cosa migliore da fare. E' un’etichetta giovane, con voglia di crescere, che crede fermamente in noi e che non ha paura di investire soldi per supportarci. La cosa ci galvanizza e ci fa guardare al domani con maggiore serenità
Quali sono le differenze sostanziali tra il vostro esordio e 'Onryou'?
Senza dubbio la maggiore dinamicità ed il tiro delle canzoni, il precedente 'Hatred From Outside' era un album monolitico, oscuro, quasi stantio, nel reiterare soluzioni mitigate dal death metal, d'altronde, in quel momento non poteva essere differente, il death metal è stato il telaio sul quale abbiamo imbastito le trame della nostra evoluzione musicale, e poi gli arrangiamenti, fondamentali su 'Onryou', praticamente assenti sul vecchio album.
Da dove proviene l'interesse per la mitologia giapponese?
Sin da piccoli tutti siamo stati bombardati dai cartoon giapponesi e la new wave dell’horror orientale ha fatto il resto. Devo comunque ammettere di essere un eldquo;anime made in Japan addictederdquo;, adoro il modo che hanno gli autori giapponesi (come Go Nagai e Rumiko Takahashi, per citarti i più famosi), di mescolare elementi e simboli propri del loro folklore, con aspetti della vita moderna e personale. D'altronde in 'Onryou' ho cercato di fare la stessa cosa, nei testi ho messo molto della mia vita e di quella del gruppo, mescolando il tutto con metafore e simboli presi dalla cultura pop Giapponese.
Dal vivo avete supportato numerose band famose. Potete citarne un paio che ammirate in maniera particolare oppure dalle quali credete di avere appreso di più?
Ricordiamo con immenso piacere tutte le esperienze fatte con questi gruppi, per un piccolo gruppo underground come il nostro è un fottutissimo onore condividere il palco con con degli artisti di tale calibro,
gente normale, che on stage danno il cento per cento per i ragazzi sotto il palco, questo è l’insegnamento principale, oltre ad una enorme professionalità ed umiltà.
Come si sono svolte le registrazioni presso i 16th Cellar Studios?
Lavorare con Stefano Morabito è un esperienza assolutamente da fare, ha una testa assurda, ed un orecchio incredibile, ma il suo pregio principale è la schiettezza, se una cosa non va te lo dice tranquillamente, mettendoti così sotto la giusta pressione per dare il massimo. I 16th Cellar sono uno studio piccolo ed accogliente, ci entri e sei catapultato nella musica. Un’ esperienza che consiglio a tutti.
A quali album vi siete ispirati maggiormente a livello di suoni e produzione?
Rispondo senza alcun dubbio 'The Infection' dei Chimaira e gli ultimi album dei The Haunted. La competenza di Stefano Morabito ha fatto il resto.
Scegliete un brano di 'Onryou' e recensitelo per noi...
La titletrack è la song più hardcore oriented del lotto ma anche la più varia. Nei circa cinque minuti di durata vengono fuori tutte le nostre influenze, ci sono riff hardcore al fulmicotone, possenti cavalcate post thrash,
momenti più atmosferici, scream, growl profondi, clean vocals e una prestazione dietro le pelli letteralmente da urlo. Il tutto per un saliscendi emotivo davvero intenso. Ne vado molto fiero.
In cosa consiste il processo di redenzione per gli Ingraved?
Il nostro processo di redenzione consta nel prendere coscienza dei nostri limiti, delle nostre emozioni, delle nostre paure, e cercare di buttarle fuori in modo positivo, attraverso la musica, ci tengo a precisarlo, il nostro eldquo;messaggioerdquo; se così possiamo chiamarlo, è fottutamente positivo. Ogni caduta, deve essere motivo per rialzarsi più forti di prima!!
Siamo in tempo di playlist. Quali sono i vostri dischi dell'anno?
'Nightmare On Providence Street' dei Blind Witness,'Deep Blue' dei Parkway Drive, 'The Powerless Rise' dei As I Lay Dying e 'It’ s All Happeningerdquo; dei pazzeschi I Wrestled A Bear Once. Aggiungerei
'Liebe Ist Feuuml;r Alle Da' dei Rammstein, tutti i capolavori di Lamb Of God e Devildriver e naturalmente 'Onryou'.
Quali sono i vostri progetti adesso?
Attualmente abbiamo intenzione di supportare il nuovo pargoletto con quante più possibili date dal vivo,
di recente poi è uscito il nostro primo vero video ufficiale per 'The Burden', song appunto tratta dall’album.
Stiamo comunque componendo nuovo materiale, senza contare che tra poco gli Ingraved compiono dieci anni e abbiamo diversi progetti a riguardo.

(parole di Tony Gianfreda)

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