Raw Power
Italia
Pubblicato il 14/05/2011 da Lorenzo Becciani
Scrivo di musica da quasi vent'anni e i Raw Power non sono mai mancati nelle liste dei dischi recensiti, nelle news oppure nelle pubblicità dei concerti. Dove trovi la forza di combattere ancora per la causa dell'hardcore?
E’ molto semplice, ormai ci siamo resi conto che per noi è una specie di maledizione, non possiamo smettere, principalmente perché ci divertiamo ancora molto, a volte più di prima, e poi perché vediamo che quando suoniamo nonostante l’età e il genere che magari certi reputano un po’ antico, un po’ strano da identificare, nonostante tutto continuiamo ancora a piacere. Siamo ancora qui per quelli che ci ascoltano da sempre (e che chiaramente ci stanno molto a cuore perché possono giudicare più di tutti se stiamo ancora spaccando un po’ il culo) e per quei ragazzi più giovani che magari non ci hanno mai ascoltato prima e che è giusto abbiano anche loro la possibilità di ascoltare quello che hanno fatto e che fanno i Raw Power.
Quali eventi portarono alla pubblicazione di 'You Are The Victim'?
Mio fratello aveva una band di cover, gli Off Limits, e chiaramente dopo un po’ ha iniziato ad avere voglia di suonare pezzi suoi, percieograve; appena è riuscito a trovare altri come lui a cui piaceva questo nuovo genere che arrivava per la maggior parte dagli States, e qualcosa dall’Inghilterra , ha iniziato a mettere su pezzi. Da lì è nato il primo demo per poi arrivare al vinile eldquo;casereccioerdquo; di 'You Are The Victim'.
In tutti questi anni pensi di avere commesso un errore più grave degli altri?
Probabilmente quello di aver detto no ad un contratto con una grossa etichetta americana tra l'84 e l'85. Continuo a pensare che se non avessi insistito per tornare a casa e fossimo rimasti in America, chissà, le cose come sarebbero andate e magari mio fratello sarebbe ancora qui. Purtroppo non lo sapremo mai, non che alla fine ci sia andata poi così male per un gruppo che viene per lo più dalla campagnaehellip;
Dopo l'uscita di 'Still Screaming' avevi affermato che non sarebbe più uscito un nuovo lavoro in studio a nome Raw Power. Cosa ti ha fatto cambiare idea?
Dopo la morte di Giuseppe avevo deciso di sciogliere il gruppo , perché i Raw Power per me erano Giuseppe, ma poi, sempre per colpa di questa eldquo;maledizioneerdquo; che ci ha colpito , ho iniziato ad avere molta nostalgia dal gruppo, degli altri ragazzi ma ancor di più dell’andare in giro a suonare, girare in furgone, conoscere sempre nuova gente e vedere nuovi posti. Insomma non riuscivo più a stare a casa a far niente e dopo un po’ che abbiamo ricominciato, i musicisti nella band ( percieograve; non io!) hanno iniziato a spingere per un nuovo album e dopo non poca resistenza, ho dovuto capitolare. Ascoltando il nuovo disco sono molto contento di averlo fatto.
Pensi che la musica ti abbia aiutato a vivere meglio il rapporto con le persone che ti circondano?
Certamente, penso che prima di tutto mi abbia insegnato a non spaccare le palle al prossimo, ad essere umile, ascoltare la gente e stare bene con loro. Non so se senza questi trent'anni in giro con i Raw Power sarei la stessa persona. Mi piace pensare che se sono così, nel bene e nel male, è perché ho dentro di me tante cose che ho raccolto da altri.
Avete scelto un titolo come 'Resuscitate' per riportare metaforicamente in vita Giuseppe?
Esatto, ma non solo, è anche un modo per dire alla gente, di alzarsi e fare qualcosa, di non starsene a far niente.
In quale lasso di tempo avete composto le canzoni dell'album?
Da quando abbiamo deciso di fare il nuovo album a quando è stato registrato è passato un anno, ma non perché non avessimo voglia di farlo, solo che io continuavo a dire eldquo;voi fate i pezzi che poi vediamo..erdquo;, continuavo a prendere tempo, ma quando poi ci siamo detti, eldquo;da adesso si fa sul serio e facciamo un nuovo album..erdquo;, è stato tutto molto veloce.
Avete notato cambiamenti nel vostro approccio compositivo rispetto al passato?
Per i testi penso di no, dato che anche questi, come praticamente tutti gli altri, sono miei. Il mio metodo, se vogliamo chiamarlo così, è sempre lo stesso e penso che anche per la musica sia stata la stessa cosa. Abbiamo deciso da subito che l’album doveva essere alla vecchia maniera, che richiamasse un po’ i primi lavori e penso che alla fine ci siamo riusciti, anche a detta di quelli che l'hanno acquistato.
I Raw Power non potrebbero esistere senza i loro testi pungenti. Come nasce una canzone? Buttate giù qualche riff oppure nascono prima le liriche?
Normalmente Tommi e anche Marco mettono giù delle idee, poi in sala prove, Fabio comincia a seguirli alla batteria e tutti e quattro iniziamo a decidere cosa togliere, aggiungere e cambiare. Nel frattempo io scrivo i testi, e man mano vedo quali sono quelli che si adattano alla musica in questione. A volte ascolto un pezzo e subito mi viene in mente un titolo e il coro e da lì sviluppo il testo.
Perché vi siete rivolti ai Litho Studios di Stone Gossard?
Perché abbiamo avuto per una volta, una gran botta di culo! David Portnow, fratello di Ed, batterista degli americani Dehumanizers, ci conosce tramite suo fratello, che aveva fatto uno dei primi tour con noi in America. Tre anni fa mentre eravamo in tour, suonavamo a Seattle e mi sono trovato l'ottanta per cento del gruppo. Non ti dico dopo tutto tutti gli anni passati senza vederci è stato come tornare bambini, lacrime mescolate a fiumi di birra. Dopo quella sera, ci siamo tenuti in contatto e mi ha detto che suo fratello aveva un etichetta, proprio la P.I.G., che avrebbe voluto pubblicare il nostro nuovo album. Da lì abbiamo iniziato a parlare e siamo finiti ai Litho Studios, siamo andati su per due settimane, una di concerti e una in studio e devo dire che è di sicuro lo studio più bello e con la gente migliore dove siamo mai stati. Proprio una gran fortuna.
Perché avete scelto le due cover degli Stooges e la reprise di 'Mine To Kill' come contorno per i
nuovi brani?

Iggy Pop perché era tempo, dopo tutti questi anni che portiamo praticamente il suo nome, dovevamo fare qualche cosa. Spero solo che il risultato non sia malaccio, mentre per 'Mine To Kill', è venuto fuori così , senza un motivo, ci è venuta voglia di rifarla per vedere come potesse suonare dopo tutti questi anni.
Quali sono i pezzi del disco sui quali punterete con più decisione nelle prossime date?
Di sicuro 'Resuscitate', 'State Depression', 'Stop Me If You Dare', 'Words', 'Screw Them' e naturalmente, 'Talked To You Yesterday'.
Immagino che molta gente continui a chiedervi estratti da 'You Are The Victim' e 'Screams From The Gutter'. Ti è mai capitato di non volere suonare qualche brano datato e doverlo fare per forza?
No mai, i pezzi vecchi sono quelli che sento più miei, più Raw power. Sono quelli del capo e se la gente li vuole meglio, perché noi li facciamo comunque.
Quali sono i tour che ricordi con maggiore piacere?
Sicuramente il primo in America, per tutto quello di diverso che abbiamo visto e vissuto ma ho un bellissimo ricordo di tutti gli altri tour. Anche quelli italiani sebbene sia sempre più rari e corti.
Cosa pensi della scena hardcore attuale? Ci sono dei gruppi che ritieni interessanti?
Penso che attualmente la scena sia sana, ci siamo tanti gruppi buoni, nomi non ne voglio fare , ma ripeto ci sono tanti gruppi che stanno facendo delle belle cose e che sul palco si divertono e fanno divertire. Ho notato che finalmente qualche gruppo italiano comincia ad uscire fuori da quelli che sono i soliti cinquanta km, si mettono su un furgone e girano l’Italia, l’Europa e l'America. Questo è molto bello ed era anche ora che succedesse.
Approvi le recenti commistioni tra metal e hardcore?
Certo, e poi ci sono sempre state. Guarda noi!

(parole di Marco Codeluppi)
Raw Power
From Italia

Discography
1983 - You Are The Victim
1984 - Raw Power
1984 - Screams From The Gutter
1986 - After Your Brain
1986 - Wop Hour
1989 - Mine To Kill
1993 - Too Tough To Burn
1995 - Fight
1999 - Reptile House
2000 - Trust Me!
2003 - Still Screaming
2004 - The Hit List
2005 - Fuck Authority
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