Paatos
Svezia
Pubblicato il 04/06/2011 da Lorenzo Becciani
Intanto devi svelarci il motivo per cui parli così bene l'italiano..
Con la famiglia ci siamo trasferiti a Roma quando avevo nove anni e ci sono rimasto fino ai tempi del liceo. Ho dei bellissimi ricordi e anche se dopo sono stato in America e ho vissuto altre storie cerco di tornarci più spesso possibile per andare a trovare gli amici. Purtroppo non ci ho lavorato molto e questo mi dispiace.
Conosci qualche musicista in particolare?
Ho suonato con un paio di pianisti jazz molto bravi che si chiamano Riccardo Fassi e Pietro Lusso.
Iniziamo a parlare di 'Breathing' partendo da 'Gone'..
E' il primo pezzo del disco e quello che abbiamo scelto di rappresentare attraverso un video. Non è necessariamente il migliore ma senza dubbio quello più adatto alle immagini grazie al suo ritmo incessante. Il regista ha condiviso con noi la decisione. Staffan Kihlbom è il mio vicino di casa e ha realizzato il clip in maniera assolutamente professionale. Avevamo un entourage di diciassette persone che lavoravano per noi. Tutto basato sull'amicizia e sulla passione per la musica.
Perché avete impiegato cosi tanto a pubblicare un nuovo lavoro in studio?
Due anni e mezzo fa ci siamo trovati a litigare all'interno della band. Cose che succedono nelle migliori famiglie ma avevamo idee diverse su come lavorare. Questo ha portato il bassista e il tastierista a lasciarci. A quel punto avevamo già un disco praticamente finito ma c'erano troppi problemi e abbiamo deciso di gettare il materiale e ricominciare da capo. Con Ricard e Petronella ci siamo ritagliati un mood compositivo davvero calmo, creativo e senza troppi impegni. Questo ha impedito la nascita di sentimenti strani e ci ha regalato una libertà incredibile.
Quali sono le differenze sostanziali rispetto a 'Silence Of Another Kind'?
Continuo a considerare 'Silence Of Another Kind' un disco non del tutto completato. Questo ha comportato molto più lavoro ma siamo stati bene insieme nel realizzarlo e non si è presentato nessun tipo di problema. La differenza maggiore risiede nel fatto che stavolta abbiamo scritto le canzoni attorno alla voce di Petronella. In passato era stata lei a dovere entrare in un contesto strumentale già definito e questo le aveva comportato delle difficoltà. Nello specifico siamo partiti da piccole melodie che aveva già in testa e credo che questo sia il motivo per cui canta così bene.
Perché avete interrotto i rapporti con InsideOut?
Non suonavamo dal vivo da quasi quattro anni e il disco live è uscito per una label giapponese in versione normale e sull'etichetta dell'ex bassista in formato vinile. Questo ci ha spinto a guardare da altre parti. Ci siamo resi conto che una label grande non è necessariamente il modo migliore per muoversi. E' molto meglio capire tutti i movimenti e mantenere il controllo sull'intero processo. La svolta è stata quando il nostro manager Rob Palmen, che aveva già dei discorsi aperti con InsideOut e altre etichette, ci ha chiesto se poteva pubblicare direttamente il disco per conto proprio. L'idea ci è piaciuta moltissimo perchè lo conosciamo bene e ci lega una profonda amicizia ma soprattutto perché è la persona che ci organizza i concerti. Trovo che al momento attuale un album in sé non abbia molto senso se non fissi delle date e suoni in più posti possibili. Per lui adesso c'è l'interesse sia a vendere dischi che a pianificare l'aspetto live e questo è molto importante per noi. In fondo i Paatos sono un ibrido e non è detto che una casa discografica prog sia il posto giusto per noi. In futuro speriamo di incontrare un pubblico nuovo.
Immagino quindi che non vi piaccia particolarmente essere definiti progressive...
A me personalmente no. Vivendo a Roma andavo a vedere concerti di vario tipo e non mi importava il genere. Adesso siamo circondati da etichette che trovo insensate. Non siamo certo un gruppo ortodosso anche se il pubblico prog e jazz sono quelli che ci hanno catturato subito per la loro capacità di ascoltare la musica.
Per quanto mi riguarda ho trovato 'Breathing' decisamente più cinematico rispetto ai vecchi dischi..
Mi piace moltissimo il termine cinematic rock...
Allora vedi che usi un'etichetta anche te..
Hai ragione ma non è una categoria precisa. Faccio molta musica per film e la cosa più bella è il fatto che sei totalmente libera. Puoi fare davvero quello che ti pare..
Com'è stato l'inverno dalle vostre parti?
Davvero tremendo. Pensa che siamo a maggio e ieri nevicava. Anche adesso ti chiamo dal giardino ma ho una giacca pesante e le mani freddissime.
Siete influenzati in qualche modo dal clima in cui vivete?
Sicuramente c'è una connessione tra il clima e i pezzi malinconici e in chiavi minori dei gruppi svedesi o norvegesi. Qui è buio presto e questo implica stare spesso da soli.
Ci sono degli album che vi hanno ispirato a livello di produzione?
Non direi. Al limite qualche idea mentre nascevano i pezzi. Per esempio il bridge di 'In That Room' pare uscire da un disco di David Bowie degli anni settanta e l'ho detto agli altri ragazzi.
Cosa avete chiesto a Carl Michael Herrleouml;fson?
Nel mixaggio a volte quando ci sono troppe idee si finisce per togliere qualcosa invece il disco era pianificato esattamente come lo volevamo. In passato ci siamo rivolti a Steven Wilson che è un vero artista ma stavolta avevamo bisogno di una persona molto tecnica. La sua esperienza con i Rammstein e l'amicizia con Ricard hanno fatto il resto.
In che modo Ulf Ivarsson ha migliorato la band?
E' davvero un mostro. Ha suonato un sacco di punk ma allo stesso è un profondo conoscitore dello strumento e ha saputo completare alla perfezione la line up.
'Breathing' è un titolo molto impegnativo..
E' il titolo di uno dei brani più significativi del disco e si adatta molto bene alla atmosfera e al messaggio che abbiamo trasmesso in generale.
Nelle foto promozionali siete impellicciati al gelo. Ho pensato subito alla difficoltà di respirare a quelle temperature..
Una poesia è differente per tutte le persone che la leggono. Mi piace molto la tua interpretazione.
E' difficile lavorare con marito e moglie?
L'unico problema è quello dei bambini ma adesso i loro figli sono grandi e Thea, che appare nel video di 'Gone', ha dieci anni e pueograve; stare a casa da sola. In passato sono venuti in tour con noi e adesso sono io quello che ha i figli piccoli.
Quali sono gli artisti jazz che vi hanno influenzato di più?
Su tutti Miles Davis di 'On The Corner'.

(parole di Peter Nylander)
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