Dredg
USA
Pubblicato il 09/06/2011 da Lorenzo Becciani
Intanto vogliamo sapere come va la tua voce..
Sto molto meglio ti ringrazio. Abbiamo dovuto annullare un paio di serate ma adesso sono guarito.
Mi raccomando un the caldo tutte le sere prima delle date italiane..
Non ti preoccupare saremo in grande forma.
Cosa provate a tornare a Los Gatos adesso che siete famosi?
E' una sensazione strana. Quando sei in tour non vedi l'ora di tornare a casa ma poi appena ti fermi vorresti subito ripartire. Al momento siamo eccitati dall'idea di tornare nel vecchio continente.
'Chuckles And Mr. Squeezy' è sicuramente il vostro album più controverso. Perché vi siete nascosti dietro una maschera?
A dieci anni circa da 'El Cielo' ci siamo trovati nella situazione di dovere cambiare e l'apporto di Dan The Automator è stato decisivo in questo senso. Siamo felici di potere parlare di nuovi argomenti con altri artisti rispetto a quelli con i quali avevamo collaborato in passato. Il nostro pubblico ci conosce e di conseguenza ci siamo sentiti liberi di affidarci all'istinto senza timore di doverci scusare di qualcosa.
Possiamo considerarlo un viaggio nella vostra intimità oppure una sorta di sfida?
Mi piacciono entrambe le definizioni. E' certamente una sfida ma per più di una prospettiva riguarda noi stessi come musicisti e come persone. 'Chuckles And Mr. Squeezy' è il contrasto di due personaggi. Chuckles ride sadicamente mentre Mr. Squeezy è più introverso. Un po' come le dimensioni che distinguono il nuovo materiale.
Come è nata la collaborazione con Dan The Automator?
Sapendo quello che avremmo chiesto al produttore delle nuove canzoni abbiamo pensato fosse meglio lavorare con un amico. Ci conosciamo da molti anni perché abita nella strada accanto alla mia a San Francisco. Si era occupato di un paio di remix in passato e da tempo parlavamo di collaborare insieme. Quando ha ascoltato i nuovi demo si è convinto che fosse il momento giusto per farlo. Il processo è stato divertente, rilassato e rapido. 'Chuckles And Mr. Squeezy' è uno step importante in ambito sonoro perché per la prima volta un nostro album non è guidato dalle chitarre o dalla batteria ma dalle tastiere e dall'elettronica. Le canzoni sono sempre nello stile dei Dredg ma la veste con la quale vengono mostrate è differente.
Ritieni che 'Chuckles And Mr. Squeezy' sia un disco più o meno progressive rispetto al passato?
Se il riferimento è puramente al genere è meno progressive di 'The Pariah, The Parrot, The Delusion' ma se hai nella mente un'idea di evoluzione è senza dubbio più avanti.
Al suo interno possiamo trovare elementi pop e hip hop..
Il contenuto delle canzoni non è stato definito in partenza anche perché alcuni brani sono stati scritti anni fa. Credo sia compito dell'ascoltatore interpretare a suo modo la coerenza delle nostre scelte.
Come hai sviluppato il tuo stile vocale?
Il mio approccio è sempre stato molto istintivo. Ho preso lezioni da dieci a quindici anni ma non ho idea di come si siano sviluppate alcune caratteristiche della mia voce. Probabilmente si tratta di schizofrenia ma di sicuro non sono un virtuoso.
In certi momenti ricordi Martin Gore..
Me l'hanno detto in tanti ma anche se sono cresciuto negli anni ottanta e ho ascoltato le sue canzoni alla radio non sono mai stato un appassionato dei Depeche Mode. In ogni caso provo un grande rispetto per quello che sono riusciti a costruire e come hanno raggiunto le masse.
Come descriveresti 'The Tent'?
E' un pezzo strano che dal vivo assumerà connotati totalmente diversi. Aspettati qualcosa alla Black Sabbath.
Di cosa parla 'The Ornament'?
Parla della perdita di una persona.
Quale maschera sceglierai sul palco?

Per il momento non ne indosso nessuna. E' più un brand legato al disco ma se dovessi scegliere preferisco quella che sorride.
(parole di Gavin Hayes)
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