White Skull
Italia
Pubblicato il 23/10/2006 da Lorenzo Becciani

Presenta i White Skull a coloro che ancora non vi conoscono..
La band nasce nel 1990, come metal female fronted band, nel 1991 si fa subito notare con il primo demo omonimo, e nel 1994  con il secondo ‘Save The Planet’, un demo di ben 12 songs. Questo attira l’attenzione della stampa specializzata e dei discografici, dopo la partecipazione a due metal sampler il gruppo viene messo sotto contratto dalla Underground Symphony e pubblica il primo full lenght nel 1995 ‘I Won’t Burn Alone’, seguito nel 1997 da ‘Embittered’. Nel 1998 con Chris Boldenthal come manager e ospite sul disco la band lascia l’Undeground Symphony ed entra in Nuclear Blast pubblicando ‘Tales From The North’ album di maggior successo complice il momento positivo del power. Nel 2001 dopo ‘Public Glory Secret Agony’ Federica Sister De Boni, vocalist della band, abbandona e la band decide di arruolare tra le file non più una donna ma ben sì un uomo Gus Gabarrò. In successione vengono pubblicati ‘The Dark Age’ e ‘The XIII Skull’ per Frontiers. Siamo così arrivati ai nostri giorni con l’uscita di ‘The Ring Of The Ancients’ per Dragonheart. Comunque invitiamo tutti i lettori a visitare il nostro sito www.whiteskull.it dove potranno accedere ad informazioni più dettagliate
Pensi che la line up adesso sia davvero assestata ?
Lo spero bene. Noi non abbiamo mai cercato di cambiare la line up in maniera forzata ma purtroppo gli impegni musicali sono notevoli e di sola musica non si vive, quindi ognuno valuta e affronta le proprie scelte.
Quali sono le principali differenze tra ‘The Ring Of The Ancients’ e le vostre release precedenti ?
‘The Ring Of The Ancients’ è un disco che si avvicina molto come songwriting ad album pubblicati prima di ‘The Dark Age’. Abbiamo abbandonato la via presa con The Dark Age e XIII Skull, tornando a sonorità più tipiche della nostra band. Rispetto al passato la cosa che più è cambiata è stata la fase di pre-produzione, abbiamo dedicato molto più tempo e il risultato è stato migliore. Per quanto riguarda la registrazione è cambiato ben poco, le tecniche sono più o meno quelle anche se l’esperienza come produttore e tecnico del suono maturata negli ultimi anni mi ha portato a compiere delle scelte ben precise.
Vi eravate posti degli obiettivi diversi prima di entrare in studio ? Credete di averli raggiunti ?
L’obiettivo era quello di registrare il disco e di cercare un contratto discografico. Abbiamo realizzato entrambe le cose e ora eccoci qua con il lavoro in uscita, soddisfatti tra l’altro di un ottimo deal concluso con la Dragonheart e di come si stanno muovendo per la promozione.
La canzone alla quale sei più legato di ‘The Ring Of The Ancients’..
Direi ‘After The Battle’ per com’è nata, a partire dal titolo, dalle musiche, a conclusione di una serie di giornate di prove per scrivere del nuovo materiale. E’ un brano da cantare a squarciagola quasi un grido di battaglia. Dopo una serie di giorni passati a scrivere un sacco di materiale in sala prove eravamo stanchi morti, ci siamo seduti a riposare e bevuto come dei matti. Improvvisamente ci siamo ritrovati a jammare in uno stato di euforia completa ed è nata ‘After The Battle’.
Rispetto a qualche anno fa stanno uscendo molti meno dischi power. Pensi che questo sia un fattore positivo o negativo per il genere ?
Non so che dire, non mi curo di queste cose. Posso solo dirti che suonavo metal  nei primi anni ‘90 quando questo era dato per morto e sepolto, tutti cercavano solo band death o thrash in quel periodo. Qualche anno dopo è ricomparso e poi di nuovo sembra essere svanito. Il mercato è come una ruota, c’è il punto basso e quello alto, l’importante è suonare ciò che ti piace e non plasmarti a seconda del trend del momento, anche perché rischi sempre di arrivare tardi.
E’ corretto parlare di concept album ? Che tipo di messaggio cercate di trasmettere con le vostre canzoni ?
L’album è un concept solo dal profilo tematico, i testi seguono tutti lo stesso filone, ma non sono legati tra loro da un’unica storia, come si fa in un vero e proprio concept album. L’argomento trattato è sugli antichi Celti, la loro cultura e le loro storie, poesie e riti magici. La band non vuole lanciare con questo disco un vero e proprio messaggio, ma invita tutti a riflettere sulle nostre origini, sul rispetto per la nostra storia, capire di chi siamo figli e soprattutto andarne orgogliosi cercando di essere più legati alla nostra terra e alle nostre tradizioni.
Non pensi che la musica di oggi abbia in parte perso il fascino di una volta con l’avvento di internet ? Soprattutto per quanto riguarda il metal un tempo si prestava grande attenzione anche all’artwork, ai testi. Adesso circolano iPod, cd masterizzati ecc..
Purtroppo la tecnologia da una parte ti agevola e da una parte ti penalizza. Io sono ancora un cultore del cd originale, mi dispiacerebbe che un giorno questi smettessero di essere prodotti per dar spazio solo a musica acquistata online. Io non scarico e masterizzo raramente ma se il disco mi piace lo compro originale e la copia masterizzata o la regalo o la metto in auto. Comunque ho notato che il fenomeno iPod è in voga soprattutto tra le nuove generazioni, speriamo che la cosa possa cambiare in qualche modo. 

(parole di Toni Fonto")

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