Cosa è successo dopo la release di 'Old Faded Pictures'
Purtroppo dopo una serie di concerti dopo l’uscita del disco la band si sciolse e solo Claudio Leo continuò a tenere in vita il nome del gruppo cercando nuovi musicisti per ripartire con una nuova incarnazione dei Cayne. Ci sono voluti dieci anni ma ora finalmente siamo tornati più forti che mai.
Come avete organizzato questo ritorno?
Ci siamo presi tutto il tempo necessario per trovare i musicisti giusti ed abbiamo cominciato a scrivere i nuovi brani per forgiare il nuovo sound, poi abbiamo fatto un lungo lavoro di pre-produzione in studio in momenti diversi per lavorare sugli arrangiamenti e registrare il tutto. Marco Barusso, che oltre ad essere il nostro produttore è anche il nostro chitarrista, ha fatto un lavoro enorme sotto ogni punto di vista in studio, e il merito è tutto suo se le canzoni del nostro mini suonano così bene, la produzione è davvero ben curata. Abbiamo anche suonato molto dal vivo sia da soli che con altre band come Extrema, Trick Or Treat, Myland, Elektradrive ed abbiamo aperto a delle leggende come i Saxon, un’esperienza fantastica. Ancora oggi siamo molto legati a Paul e Nigel con cui ci sentiamo regolarmente via mail e da cui riceviamo un enorme e graditissimo supporto.
Pensate di avere raggiunto gli obiettivi che vi eravate prefissati al momento di formare la band?
Siamo pienamente soddisfatti anche se è stata lunga e faticosa la strada per arrivare alla realizzazione di 'Addicted'. Il nostro obiettivo principale comunque rimane quello di trovare un deal per pubblicare l’album intero che contiene altre dodici canzoni già registrate e pronte e quindi speriamo che l’uscita di questo mini ci dia una buona visibilità e porti nuovi contatti interessati alla nostra band. Vorremmo preparare il terreno per fare uscire poi l'album completo.
Quali sono gli eventi principali che vi hanno portato a pubblicare 'Addicted'?
Il motore principale in casa Cayne è la musica e le canzoni che abbiamo scritto. Queste ci hanno fatto capire di avere tra le mani un buon progetto e i riscontri dal vivo ci hanno dato coraggio nel voler tornare al più presto a far girare il nome dei Cayne nel panorama musicale. Da qui l’idea di iniziare con un ep autoprodotto e distribuito e non un album intero e aspettare che arrivi una proposta interessante, per questo ci siamo affidati alla Oyez che si è occupata della pubblicazione in digitale.
Quanto è cambiato il vostro suono in dieci anni?
L’evoluzione del gruppo ha seguito un po’ l’andamento della scena musicale di questi ultimi dieci anni ma anche il gusto e gli ascolti personali di ognuno di noi, quindi il nostro sound racchiude parte delle vecchie coordinate musicali dei primi Cayne e reminiscenze gothic anni ‘90 fino a moderne ritmiche violente dove la melodia e il violino elettrico caratterizzano il tutto.
Come sono state costruite le parti vocali?
Le parti vocali principali sono state create tutte da me in modo molto naturale e a casa mia dove ho potuto provare varie soluzioni fino a trovare quella giusta per ogni brano. Ho poi sottoposto tutto agli altri in saletta e tutto è filato liscio, abbiamo poi lavorato con Marco su numerosi arrangiamenti per i cori dei ritornelli e qualche strofa, lavoro che ha reso il tutto ancora più incisivo.
Presentate l'ep ai nostri lettori con un breve track by track...
La prima traccia è 'My Damnation' un brano dall’intro atmosferico con un crescendo iniziale che crea una grande carica e che sfocia in uno dei ritornelli più incisivi che abbiamo, seguito da una parte centrale da headbanging furioso con cantato growl mio e di Claudio. La seconda canzone è 'Addicted', sicuramente la più rappresentativa del nuovo corso, un brano dai riff di chitarra ricchi di groove e trascinanti ritmi di batteria e basso, con cantato urlato ed aggressivo. Il culmine del pezzo e’ un solo di violino distorto che colpisce per la sua particolarità. Terzo brano 'Together As One', è la canzone che abbiamo scritto la prima volta che ho provato con la band e rappresenta il vero inizio dei nuovi Cayne. E’ anche il brano che riprende maggiormente certe sonorità ed atmosfere del passato, un gothic rock molto melodico ed incisivo. Anche questo brano è impreziosito da un assolo di violino elettrico di Giovanni in stile più classicheggiante ma davvero emozionante. Ultimo pezzo la versione dal vivo di 'In My Eyes Return', originariamente presente 'Old Faded Pictures'. Personalmente trovo questa canzone meravigliosa e la prima volta che l’ho ascoltata appena entrato nella band ho subito voluto rifarla e metterla in scaletta durante i concerti. È un grande ritorno alle origini del gruppo e un legame forte con il passato, questa nostra versione ci piace molto, è più dinamica e accattivante dell’originale. Infine abbiamo il video di 'Addicted' girato a Genova da Lucio Basadonne e Michele Vaccari della enter-tain.com, è davvero uno sballo e siamo fieri di come è venuto. È stato un lavoro durissimo soprattutto per me ma ne è valsa la pena, il risultato finale è fantastico.
A livello di produzione vi siete ispirati a qualche disco in particolare?
Mah, si e no, veramente le ispirazioni sono tantissime e diverse per ognuno di noi, quindi siccome il lavoro di pre-produzione viene fatto lavorando in saletta con gli strumenti in mano e non a tavolino come troppo spesso succede oggi, l'impresa vera è stata quella di scremare il superfluo, poi per quel che riguarda il suono del cd si è trattato di cercare di trasferire sulle registrazioni la stessa energia delle nostre esibizioni live con quella parte di cura in più per le equalizzazioni e gli ambienti che solamente in studio riesci ad avere.
Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare le tracce?
Una volta selezionate le canzoni su cui lavorare tutti insieme diciamo che nel giro di un anno circa avevamo pronte undici canzoni nuove. Per registrare invece i tempi si sono allungati di più perché abbiamo utilizzato gli studi quando Marco Barusso, nostro chitarrista ma anche produttore e responsabile di tutto il lavoro di registrazione e mix, era libero dai mille impegni lavorativi con altre band mainstream quindi il tutto si è sviluppato nell’arco di circa tre anni.
Qual è la vostra dannazione?
La mia dannazione personale sono da sempre i rapporti devastanti con le donne che ho incontrato nella vita. Mi hanno lasciato parecchie cicatrici e ferite profonde che tornano spesso a tormentarmi quindi 'My Damnation' parla proprio di questo e mi ha aiutato ad affrontare questi scheletri sfogando le mie insicurezze nel testo.
'In My Eyes Return' mi ha riportato indietro nel tempo. Provate nostalgia per metà anni novanta? Cosa ricordate di quel periodo?
Quel brano è fantastico come dicevo prima e sono orgoglioso di rifarlo oggi anche se quando fu pubblicato non conoscevo affatto la band. La nostalgia che provo per quegli anni è legata al fatto di aver potuto assistere alla nascita di band leggendarie che oggi non esistono più o che sono solo l’ombra di quello che erano in quel periodo. Direi che manca quella magia che rendeva certe band uniche e forse oggi con internet e tutte le possibilità legate ad esso si è persa quella fantastica sensazione che dava seguire una band sulle riviste o ai concerti o semplicemente ascoltando la loro musica. Mi vengono in mente band come Pantera, Alice in Chains, Type O Negative, Slayer, Prong, Soundgarden, Paradise Lost, Fear Factory e ce ne sarebbero ancora molte da elencare.
In previsione c'è un nuovo full lenght. Potete darci qualche anticipazione?
Posso dirti che abbiamo già dodici brani pronti e registrati ma attualmente ne stiamo scrivendo di nuovi davvero interessanti e quindi penso che finiranno anche quelli nel cd, vedremo come fare. Per noi l’importante è avere la possibilità di pubblicarlo in tempi utili e per una casa discografica che ci supporti al massimo e soprattutto a livello internazionale.
Che sensazione vi dà tornare in tour proprio di spalla ai Lacuna Coil?
Per me è un sogno che si avvera e non vedo l’ora di calcare quei palchi tutte le sere e dare il
massimo. E’ una grande occasione per farci conoscere a tante persone e ai tanti fan dei Lacuna Coil a cui spero che piacerà il nostro sound. Sono nostri amici e soprattutto con Claudio e Marco c’è un rapporto speciale. Marco ha mixato 'Dark Adrenaline' ed aveva già collaborato con loro occupandosi delle registrazioni di 'Karmacode', disco che in realtà avrebbe dovuto anche mixare, ma dato che la Century Media voleva per il lavoro un fonico internazionale. Alla fine è stato fatto mixare a Ronald Prent, si è anche occupato poi dei mix delle tracce live della deluxe edition di 'Shallow Life', quindi fa parte della famiglia da molti anni ormai.
Avete ascoltato qualcosa del loro nuovo disco?
Marco ci ha fatto ascoltare qualcosa e devo dire che mi è piaciuto molto, il sound si è indurito e in generale l’impatto è notevole. Il loro inconfondibile sound è rimasto ma molto più diretto e cattivo rispetto agli ultimi lavori, secondo me i loro fan avranno una bella sorpresa, penso che sia un gran disco.