Il titolo 'Ascending To Infinity' è semplicemente una delle tante soluzioni epiche che hai utilizzato in carriera oppure pensi davvero di potere entrare nella storia con la tua musica?
Il titolo ha una natura spirituale, è una metafora del cercare di crescere secondo una versione animistica sia che possieda un legame con la saga o meno. Rappresenta un tentativo di elevarsi un po' come in 'Emerald Sword'. Sono convinto che si debba vivere la vita quasi fosse una missione. I bambini scoprono i genitori, il loro ruolo nel pianeta e poi una volta adulti entrano in un certo schema mentale e ne rimangono fatalmente intappolati. L'artista invece rimane bambino, continua a guardare oltre e tenta di capire cose nuove. Ad un certo punto il processo mentale non è più sufficiente.
Cosa ti ha spinto a scegliere 'Dark Fate Of Atlantis' come anteprima del disco?
E' sicuramente il brano più canonico del disco. L'ho scelto in accordo con la label per potere rivolgere il messaggio a più persone possibili ed attrarre i vecchi fans.
Sei rimasto turbato dalla scelta di Fabio Lione di rimanere con la vecchia formazione?
E' stata una decisione spontanea come quella di Patrice e Dominique che sono sempre stati più vicini a me. Con Alex ne parlavamo da qualche anno ma la Nuclear Blast credeva in noi e volevamo finire la saga. Era un obbligo artistico. Fabio l'ha saputo quasi alla fine, all'inizio era dispiaciuto ma la scelta era già matura. Per me rimane tra i migliori cantanti del pianeta.
E' inutile dire che molta attenzione verrà catalizzata da Alessandro Conti. Come hai scelto il nuovo cantante per questa avventura?
E' stato Fabio a farmelo conoscere l'estate scorsa quando ancora non avevo scelto il nome. Stavo cercando un cantante che mi desse nuovi stimoli e mi ha ricordato fin da subito il Kiske dei tempi migliori ovvero quello di 'Keeper Of The Seven Keys'. Gli ho chiesto di inviarmi delle canzoni di vario tipo per comprendere le sue tonalità e ho notato che era bravissimo nell'alto ma anche nel basso. Un aspetto da non trascurare perché sono davvero pochi i cantanti in grado di fare bene in entrambi gli aspetti. Nei Trick Or Treat non cantava così e adesso tutti gli anni di studio possono convergere nel suo apporto. Quando gli ho detto che sarebbe stato il cantante dei Rhapsody e non di un progetto solista era entusiasta.
Quindi non hai fatto delle audizioni?
Assolutamente no! All'inizio mi avevano proposto una cosa tipo Avantasia ma sapevo i problemi che aveva avuto Tobias Sammett. Terminare la saga aveva già rappresentato un certo stress e non volevo complicarmi la vita da solo. Anche se è molto apprezzato all'estero Olaf non mi avrebbe consentito di comporre in italiano e possiede solo un timbro.
Ritieni che un cantante lirico si addica maggiormente all'impianto sinfonico e cinematico delle tue composizioni da qualche anno a questa parte?
Senza dubbio. Alessandro ha la possibilità nella stessa canzone di modulare la voce in modo diverso ed in questo album ho proprio voluto esagerare. Alcune parti sono strettamente operistiche mentre altre sono vicine ad una sorta di musical.
'From Chaos To Eternity' ha segnato la fine della saga precedente. Stai pensando ad iniziarne un'altra o ti sei stancato di essere legato ad un concept preciso?
Non ci penso proprio. Quattro pezzi del disco – 'Quantum X', 'Ascending To Infinity', 'Dark Fate Of Atlantis' e 'Of Michael The Archangel And Lucifer’s Fall' – sono legati a teorie quantistiche, fantascienza, alla teoria del multiverso che è sempre più in voga piuttosto che a cancelli astrali o buchi bianchi. Mi piace scoprire di più su di me e non nascondo di guardare sempre il cielo stellato. 'Dark Fate Of Atlantis' è scritta in cinque lingue diverse per sottolineare l'universalità del ciclo che regola l'evoluzione dell'uomo. Alcuni esperti sono convinti che le presenze aliene avrebbero aiutato l'uomo alla genesi della specie e in questo modo si spiegherebbero costruzioni bellissime migliaia di anni prima dell'avvento del cristianesimo.
La scelta di non collaborare più con Sascha Paeth è dovuta all'esigenza di avere un maggiore controllo sulla produzione e il mixaggio del disco?
Avevamo già il controllo totale da tre-quattro dischi ma volevo cambiare tutto dopo la saga. Non adorava la mia musica e per questo i suoi consigli erano buoni ma negli ultimi anni si era occupato solo del mixaggio. Anche se siamo molto amici è un peso che mi sono tolto. Quindici anni di lavorazione sulla storia. Quindici anni insieme a Sascha. Sembra di parlare di ere giurassiche. Il compito è stato improbo ma stupendo. Avevamo fissato la deadline con la label in modo da uscire prima dell'estate e nelle ultime tre notti non abbiamo dormito pur di terminare.
Come hai conosciuto Sebastian Roeder?
Era il fonico dei Kreator e lo abbiamo scelto per l'ultimo tour con i Rhapsody Of Fire durante il quale ci hanno fatto tutti quanti i complimenti per il suono. A quel punto ho deciso di proporgli di allargare la collaborazione. E' una persona davvero amabile ed in comune abbiamo la passione per i Nightwish.
Quanto sono stati importanti i tuoi lavori solisti per la focalizzazione degli obiettivi di questo nuovo corso?
Direi che in 'Ascending To Infinity' confluisce un po' tutto ma non è stata una decisione a tavolino. Quello che mi piace maggiormente del disco è la capacità di mostrare elementi sempre nuovi ad ogni ascolto. Per certi versi è una somma di quello che ho composto con i Rhapsody, con i dischi solisti e con Dreamquest. Volevo esprimermi a trecentosessanta gradi e ci sono riuscito! Adesso ho possibilità infinite di sviluppo e non vedo l'ora di scrivere il secondo capitolo. Posso vivere la musica in libertà totale e sento che questo piace alla gente. Premesso questo non rinnego niente del passato. La saga ha rappresentato un ciclo artistico a sé stante. Non credo ci siano altri gruppi che hanno pubblicato dieci album del genere con lo stesso cantante.
Il termine “cinematic metal” è sempre più usato nell'ambiente. Quali sono i dischi che possono essere collocati in tale ambito che ti hanno appassionato di più negli ultimi tempi?
Credo che l'etichetta sia solo nostra e ci piace essere portabandiere del genere! Hollywood metal e filmscore metal non mi piacevano anche se volevano intendere la stessa cosa. Mi piace la parola cinematic perché c'è “cinema” dentro.
Puoi svelarci qualche dettaglio a livello tecnico?
Le parti ritmiche di chitarra sono state suonate da Dominique. Non solo è più bravo di me ma mi sono quasi sempre occupato dei soli. Ha fatto anche due-tre assoli mentre io mi sono occupato di tutti quelli di tastiera. Per registrare l'album ho utilizzato le mie chitarre modello Neo Classic Revelation. Sono state costruite da Christophe Capelli e sono degli oggetti veramente incredibili.
Mi ha incuriosito 'Tormento E Passione'. Pensavo fosse stato Fabio Lione ad insistere per dei brani in italiano invece vedo che hai proseguito nella medesima direzione..
Ho sempre scritto io i testi dei Rhapsody perché Alex non è buono nemmeno a scrivere le cartoline! Deve essere qualche retaggio della scuola, lo ripudia proprio! Quando proposi il primo testo in italiano ricordo la sua faccia assurda e se ci penso mi viene ancora da ridere. Fabio invece ebbe una reazione positiva! In seguito ho osato sempre di più adesso e sono del parere che funzionerà anche all'estero. Te lo dimostra 'Luna' di Alessandro Fassina che è conosciuta più in Francia che da noi. Anche la stessa 'Tormento E Passione' sta ricevendo consensi unanimi da queste parti.
Prima hai parlato dei Nightwish. Cosa pensi della loro evoluzione?
Mi piacciono molto anche se rispetto ai Rhapsody c'è una differenza netta negli arrangiamenti orchestrali. Tuomas non arrangia ma si affida ad una persona che conosce già la canzone e quindi per me non è cinematico nonostante l'orchestra. Trovo che sia meno epico e ricordi un po' quello che avviene nei film della Walt Disney mentre noi siamo più apocalittici e abbiamo dei cori immensi. Loro nei cori inseriscono le voci femminili della cantante ed è inevitabile che siano più commerciali. A sua volta trovo diverso l'approccio dei Within Temptation ma succede lo stesso tra i compositori moderni. Se pensi a Zimmer, Elfman, Polidoris e Williams ognuno di loro ha il suo stile riconoscibile. Credo che l'arrangiamento sia il momento più bello. Mi sento più compositore che chitarrista e mi piace comporre tutto dal clarinetto al piccolo flautino. Negli ultimi mesi ho toccato pochissimo la chitarra se non per scaldarmi prima degli assoli. Non so mai come andrà a finire. Per esempio 'Of Michael The Archangel And Lucifer’s Fall' è nata dal ritornello.
(parole di Luca Turilli)