Prima di tutto introduci la band..
(Anders Hjorth Mosnes) Io mi occupo della batteria, Tommy Svela e Sander “Sagblad” Loen suonano la chitarra, Stig Skog Andersen il basso e Hallgeir Skretting Enoksen grida le fonti del giudizio. Ci siamo formati dieci anni fa e da allora abbiamo pubblicato un ep e tre full lenght.
Vi siete sciolti e poi siete tornati di nuovo insieme. Cosa era successo?
(Anders Hjorth Mosnes) Abbiamo pensato di non potere continuare come band quando alcuni membri hanno deciso di smettere di essere vegani. A quei tempi era basato tutto sullo stile di vita e sul messaggio politico. Avremmo potuto essere i nuovi Earth Crisis! A volte può capitare, anche in un movimento positivo come quello vegan straight edge, di sentirsi parte di un gregge di pecore e desiderare di ritrovare la libertà. Questa è la mia idea personale naturalmente. Parlando a nome della band so per certo che qualcuno si è sentito in quel modo. Dopo un pausa siamo tornati a provare insieme.
Quali sono le vostre influenze principali?
(Anders Hjorth Mosnes) Ascoltiamo di tutto. Dall'alternative metal al rock anni settanta, dal doom all'hardcore anni ottanta. Anche pop, jazz e ambient. Quando i Purified In Blood si sono formati la scena hardcore di Hommersåk era davvero viva e ci scambiavamo i dischi di Agnostic Front, Liar, Sunrise, Judge, Shelter, Reprisal e Maroon. In ogni caso l'influenza principale erano i Path Of Resistance. Volevamo essere come loro! Come tutte le gang vegan straight edge!
Quali sono gli eventi che vi hanno portato alla release di 'Flight Of A Dying Sun'?
(Anders Hjorth Mosnes) I sentimenti più frequenti erano legati alla difficoltà di stare insieme come band ed alla perdita di qualcuno che ami. Il padre di Hallgeirs è morto in primavera e siamo entrati un po' tutti in depressione. Tutti quei pensieri sulla vita e la morte ci hanno spinto a cercare di approfondire di più certi temi. L'album è nato da potenti jam e tutti hanno contribuito in maniera eguale. Le canzoni sono crude e senza compromessi!
Quali sono le differenze principali con gli album precedenti?
(Anders Hjorth Mosnes) Quando componiamo cerchiamo di mantenerci più semplici possibili. Avremmo potuto curare di più certi dettagli per rendere l'album “perfetto” ma non era necessario. La produzione di 'Under Black Skies' fu curata da Ashley Stubbert che ci ha insegnato molto a livello di songwriting e spinto a guardare al di fuori della nostra realtà. Trascorremmo molto tempo in studio e ogni particolare venne seguito a dovere. Questa volta volevamo un sound più crudo e simile a 'Reaper Of Souls'. Sembrano quasi registrazioni dal vivo e l'esperienza che abbiamo accumulato negli anni ci ha permesso di fare lo stesso un buon lavoro.
Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare le canzoni?
(Anders Hjorth Mosnes) Quattro-cinque mesi. Autunno e inverno sono stati spesi in poderose jam. Vecchi e nuovi riff si sono intrecciati e canzoni come 'Mind Is Fire' e 'Void' sono nate da alcune registrazioni mie e di Sander che risalgono addirittura a cinque anni fa. La produzione è stata effettuata insieme a Jacob Bredahl nei Dead Rat Studios. Sono stati dodici giorni intensi durante i quali abbiamo suonato in continuazione. Il mastering invece è stato effettuato da Tue Madsen.
Avete utilizzato della strumentazione particolare in studio?
(Anders Hjorth Mosnes)Il mio kit di batteria è un Pearl con rifiniture a pelle di serpente ed un suono molto anni ottanta! Ho usato Meinl Mb20, cimbali Byzance e tamburi da 12, 14 e 16 pollici.
(Sander “Sagblad” Loen) Io ho suonato una Silverburst Gibson Les Paul, una Silverburst Gibson Flying V e una Gibson SG Raw Power con Bareknuckle pick ups. Come amplificatori ha scelto un Orange, un Peavey 5150 e un Marshall JCM 800 Kerry King. Per gli assoli invece è stato preferito un Marshall JVM 410H. Ogni traccia di chitarra è stata registrata su quattro microfoni diversi in modo da rendere il suono grasso come piace a noi.
Cosa è accaduto con Glenn Reaper?
(Anders Hjorth Mosnes) Ha deciso di lasciarci per concentrare le proprie energie sul lavoro di tatuatore ed un altra band. Alla fine eravamo spaventati all'idea di continuare senza di lui ma Hallgeir ha svolto un lavoro fantastico.
Che rapporto avete con i Kvelertak?
(Anders Hjorth Mosnes) Sono ottimi amici e ho suonato il basso e la chitarra per loro dal 2007 al 2009. Bjarte Lund Roland è un songwriter di grande talento e mi ha ispirato moltissimo.
Vi piace che il termine metalcore sia associato alla vostra musica?
(Anders Hjorth Mosnes) Magari non con questo disco! Quando abbiamo cominciato a mixare hardcore e metal poteva essere ma adesso il genere è diventato una specie di alternative metal. E' così che andrebbe chiamato! World music! Black fusion!
Cosa ricordi delle registrazioni di 'Last Leaves Of A Poisoned Tree'?
(Anders Hjorth Mosnes) Erano bei tempi! Ci trovavamo al Gamle Molla a Sandnes dove provavamo ed organizzavamo concerti. Registrammo il primo demo allo studio del nostro amico Arvid Tjelta. Ricordo un giovanissimo Sander “Sagblad” Loen suonare l'assolo di chitarra su 'Stand Ground'. Nel libretto lo accreditammo come “trash” invece di “thrash”!
Chi si è occupato dell'artwork?
(Hallgeir Skretting Enoksen) Un tatuatore di nome Jondix Mahashakti. Il disegno descrive uno spirito che lascia il corpo di un cadavere. 'Flight Of A Dying Sun' è legata a questo concetto.
Di cosa parlano 'Storm Of Blood' e 'Iron Hands'?
(Hallgeir Skretting Enoksen) Il testo di 'Storm Of Blood' è apocalittico. Parla della fine della civiltà come è intesa adesso. 'Iron Hands' parla invece della distruzione della terra da parte del genere umano per motivi di guadagno economico. E' una canzone dominata dall'avidità. Un po' come se le industrie petrolifere norvegesi distruggessero il pianeta.
Com'è stato l'inverno a Hommersåk?
(Hallgeir Skretting Enoksen) Stiamo già attendendo quello nuovo e speriamo sia più rigido che mai. Quando il cielo è sereno e il legno asciutto amiamo i focolai nella foresta e le onde del Mare del Nord sono fantastiche per fare surf. L'inverno è perfetto per comporre musica. Alle quattro del pomeriggio è già buio quindi c'è tempo per suonare insieme
Siete influenzati in un certo modo dalla temperatura?
(Hallgeir Skretting Enoksen) Senza dubbio. 'Thunderheads' di 'Under Black Skies' per esempio nasce da un giro nei boschi che è durato qualche giorno e sotto una pioggia incessante. Quando un arcobaleno ha tagliato in due la vallata sembravamo i quattro cavalieri dell'apocalisse! La natura in generale ci ispira musicalmente e liricamente.
Come siete entrati in contatto con Indie Recordings?
(Hallgeir Skretting Enoksen) Il nostro è un paese piccolo. Prima o poi dovevamo incontrarci. A noi piacevano loro ed a loro piacevamo noi. In catalogo hanno ottime band come Kvelertak, Enslaved, Nekromantheon, Overthrow e Nidingr.

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.