Prima di tutto sono curioso di sapere come vengono strutturate le parti vocali considerato che da tempo non ascoltavo un'alternanza di voci tanto incisiva..
(Christopher Volpi) Tendenzialmente ognuno di noi prende parte a ciascun aspetto anche se le parti vocali sono state curate sopratutto da me con il supporto di Andrea Fusini. Il growl serve ad estremizzare la sensazione che desidero trasmettere con le liriche mentre lo scream è un fastidio che si viene a formare. Ha un significato diverso e magari in studio togliamo delle parti. Per esempio 'Is This Happy Ending?' ha una strofa volutamente in scream e poi esplode il growl perché il concept del testo cambia drasticamente. Prima il soldato si pone dei quesiti poi acquisisce la certezza di non potere tornare a casa. In generale il growl è predominante e crudo. Lo scream astratto.
Quindi il tuo cantato è più emotivo che tecnico?
(Christopher Volpi) All'inizio lo era sicuramente. 'Skyscrapers' e 'Buried Alive' sono tra le prime canzoni completate ed in esse l'uso del growl è violento. Tendo a cercare la rabbia che c'e' dentro. Più avanti ho tentato qualcosa di più complesso da riprodurre dal vivo. La tecnica deve esserci sempre per la resa live ed urlare a squarciagola è l'ultima cosa da fare. Di conseguenza spingo più l'emozione anche perché la ritengo limitata nella sua purezza. La tecnica serve per esprimerla in maniera chirurgica.
Adesso direi di parlare delle vostre influenze principali. Da una parte è evidente l'amore per lo swedish death dall'altra nelle vostre canzoni si evincono elementi metalcore stelle a strisce, passaggi brutal ed altri addirittura nu metal.
(Christopher Volpi) Per me i Ready, Set , Fall erano il primo gruppo e quindi avevo idee meno chiare rispetto agli altri ragazzi. Ognuno voleva prendere qualcosa dai generi che andavano per la maggiore in quel momento e finché l'album non è stato completato non sapevamo esattamente come sarebbe uscito. Per esempio Frank ha uno stampo di scrittura pìù americano e viene dal metalcore mentre Giovanni ha un background più brutal e scandinavo. Questo secondo me è un bene perché “stacca”. Non vogliamo limitarci e grazie ad Andrea Fusini, che ha un orecchio pù sensibile del nostro, riusciamo a trovare un suono personale. A tratti avevamo il timore che saltasse fuori un miscuglio di roba senza senso tipo un mix tra Cannibal Corpse e Paramore. Abbiamo rischiato di prendere doppi insulti invece di guadagnare doppi fans.
Quanto è stato importante l'ep 'Buried' per focalizzare gli obiettivi ed imprimere una svolta alle operazioni?
(Christopher Volpi) Per noi è una sorta di pietra miliare. L'abbiamo pubblicato online ed il feedback ci ha spinto ad andare avanti a testa bassa e provarci. Gli obiettivi della band cambiano molto nelle decisioni più leggere ma quelli fondamentali sono sempre i medesimi. Vogliamo vivere di musica anche se probabilmente è un'utopia e sappiamo che questo ambiente necessita sacrifici ed una fede che non vacilla e non è vincolata da fattori esterni. Se vogliamo realizzare il nostro sogno dobbiamo dimenticarci di tutto il resto ed infatti dopo l'ep ci siamo rinchiusi in sala prove per quattro ore al giorno, cinque giorni alla settimana, per migliorare la nostra performance dal vivo.
Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare il materiale?
(Frank Mossa) Nel complesso tre anni. Abbiamo registrato e composto due canzoni alla volta e c'è stato un lungo lavoro di arrangiamento tra noi ed il nostro produttore.
A quali album vi siete ispirati in termini di produzione? Cosa avete chiesto in particolare ad Andrea Fusini?
(Frank Mossa) Direi che l'influenza principale è stata 'Stabbing The Drama' dei Soilwork. Poi c'è una forte componente americana tipo Devil Wears Prada e nelle chitarre puoi trovare anche elementi riconducibili ai Meshuggah oppure agli Slipknot. Addirittura un pezzo come 'Labyrinth' suona molto rock.
A mio avviso le vostre canzoni si prestano moltissimo ad essere remixate. Tra quanti mixaggi avete scelto quello definitivo?
(Frank Mossa) Credo che l'ultimo mixaggio fosse tipo il venticinquesimo! Le ultime tre canzoni poi hanno un mixaggio leggermente differente rispetto al resto del materiale.
Qual è il pezzo con più layers di chitarra?
(Frank Mossa) Direi 'Deceiving Lights', 'Memento' e 'Honor'. Abbiamo cercato di mantenere I riff essenziali e cadenzati come nella scuola nu metal e crossover e quindi inserire solo qualche tecnicismo per valorizzare in pieno la voce.
Come siete entrati in contatto con Lifeforce Records? Quali sono le band che più vi piacciono nel loro catalogo?
(Christopher Volpi) E' stato il nostro manager Chris Klimek a presentarci a Stefan Luedicke. Avevamo ricevuto offerte da altre etichette tipo la Roadrunner che ci ha fatto solo perdere tempo. Il loro roster è ricco di gruppi eccellenti come At The Soundawn, Omnium Gatherum, This Or The Apocalypse e Shear dei quali apprezzo soprattutto la cantante.
Adesso provate a recensire un brano ciascuno dell'album...
(Giovanni Santolla) 'Tidal Waves Could Save The World' mi piace molto perché ha un intermezzo acustico post rock, una linea di growl pesante e cattiva ma anche una parte melodica sofferta. Nella versione live la dilatiamo con una coda finale molto emotiva.
(Frank Mossa) 'Temple Is Me' è stato il primo pezzo ad essere registrato ed in esso sono racchiuse le emozioni primitive della band. E' molto lineare come struttura e presenta i diversi stili di canto di Christopher ovvero growl, scream e ritornello pulito. E' stato il nostro biglietto da visita.
(Francesco Scaravelli) 'Memento' è un altro pezzo semplice caratterizzato una riff ripetitivo che ti entra in testa ed accompagna il cantato. Il ritornello è quasi “strappamutande” e ci piace molto suonarlo dal vivo.
Il titolo si riferisce in qualche modo al film di Christopher Nolan?
(Christopher Volpi) Assolutamente sì ma sotto una chiave diversa. E' come se non restasse più niente. Il concept dell'album è molto semplice. Immagina che ci siano delle divinità che decidono l'ordine delle cose nell'universo. La Terra si è distinta per le sue azioni erronee e controproducenti e quindi viene deciso di eliminarla perché rappresenta un problema per la galassia. Durante la votazione una delle divinità si oppone e viene trasformata dalle altre nel martire che giustificherà la causa. E' il nostro piccolo cattivo, “The Fallen”, che viene scagliato come un meteorite sul pianeta per distruggerlo. Questo viene spiegato nel video di 'Deceiving Lights'. In ogni canzone ci sono comunque dei soggetti che vivono delle esperienze diverse ma il filo comune è che bisogna ricordarsi che il mondo sta per essere distrutto. Nonostante questo monito l'essere umano è puntualmente debole nei confronti delle proprie emozioni. Ciascuna persona cade nel cliché comportamentale negativo, che sia invidia, rabbia o necessità di sesso senza alcuna logica. 'Tidal Waves Could Save The World' presenta una sorta di tabula rasa come unica soluzione ai problemi che il genere umano ha creato.
Chi si è occupato dell'artwork?
(Christopher Volpi) Meran Karanitant di 300 Design che in passato ha lavorato con Sodom, Six Feet Under e Liv Kristine. La figura è al di sopra della distruzione della Terra ed ha sembianze umane come a ricordare che tutto sommato chi distrugge il pianeta è l'essere umano stesso. E' incappucciato perché la sua identità è dubbia e l'unica forma di luce è rappresentata dal processo di distruzione.
Per 'Deceiving Lights' avete girato recentemente un video. Dove si sono svolte le riprese?
(Christopher Volpi) E' stata un'esperienza memorabile. Abbiamo girato nella cantina di casa dei miei genitori con Pavel Trebukin. Era un bunker antiaereo e la videocamera non è stata ferma un solo secondo. L'unico momento di pace è surclassato da un'esplosione. C'è stato un forte lavoro di post produzione da parte del regista quando è tornato in Lettonia e nel complesso il processo è durato un mese circa.
Come è nata la collaborazione con i Weak And Betrayed?
(Christopher Volpi) Anche se va in giro pettinato a modo il nostro produttore è hardcore fino al midollo. Aveva bisogno di una valvola di sfogo ed il nostro batterista lo ha aiutato a suonare. Mi hanno chiesto di cantare su 'The Truth Is The Victim' e ho accettato perché mi piace molto il pezzo ed il testo che parla di come spesso affrontiamo la violenza con ulteriore violenza.
Quali sono i vostri piani dal vivo adesso? Mi immagino che dopo la data con Hatebreed e Napalm Death comincerete a pensare al mercato estero. Farete anche un piccolo tour nel nostro paese?
(Christopher Volpi) Tendenzialmente suoniamo piu fuori dall'Italia ma il pubblico non cambia e quindi speriamo di organizzare diverse date anche nel nostro paese. Abbiamo bisogno di imparare e quindi ci auguriamo di trovare delle soluzioni da co-headliner. Sappiamo stare sul palco ma possiamo fare di più e siamo convinti che per arrivare ad un risultato concreto non serva fingere.

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