Madball
USA
Pubblicato il 11/07/2014 da Lorenzo Becciani

Hardcore Lives è un'affermazione piuttosto forte per una band come la vostra. Pensate che qualcuno stia congiurando contro il genere?
Non ce l'abbiamo con nessuno. E' un modo per ricordare a tutti che ci siamo. In fondo questo è il nostro messaggio da sempre. Non pretendiamo di essere punk, ce ne sbattiamo dei trend...

Fino a qui tutto normale ma pensi che il fenomeno metalcore vi abbia in qualche modo danneggiato?
Non saprei sinceramente. Per carattere cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose e per noi attualmente è molto importante collaborare con un'etichetta come la Nuclear Blast che è in grado di promuoverci nel modo giusto tra le persone che ascoltano metal. In fondo l'audience hardcore è simile a quella metal. Entrambi i fans sono fedeli e seguono l'evolversi delle uscite con passione. Sono convinto che molti ragazzi che comprano i dischi della Nuclear Blast siano di mente aperta e capiscano benissimo che non siamo gli In Flames ma che sia noi che gli Agnostic Front meritiamo rispetto e sappiamo farci valere dal vivo.

Quante volte hai sentito dire che l'hardcore era morto?
Un'infinità di volte. Pensa che quando sono entrato nei Madball era ricorrente. Anche il nostro vecchio manager e qualche band di New York avevano abbassato la soglia di attenzione perché convinti che la crisi fosse incontrovertibile. Invece siamo sempre qui. Attualmente siamo in tour con i Biohazard e loro sono il perfetto esempio di vitalità della scena. Chi compra il biglietto per il loro concerto sa bene cosa lo aspetta e quando esce è stremato. Sono queste band a tenere in vita l'hardcore.

Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare le tracce?
Di solito per completare un disco ci mettiamo due o tre anni. Stavolta ne sono serviti quattro ma è dipeso per buona parte dalle nostre famiglie e da quanto la vita sia diventata complicata. Vorremmo essere più veloci ma siamo estremamente orgogliosi del nostro modo di procedere. Non c'è niente di affrettato. Ogni aspetto è calcolato nei minimi particolari per non deludere i fans. Un altro problema è stato che adesso non viviamo tutti a New York come prima quindi abbiamo dovuto spostarci per provare.

Quali chitarre hai suonato sul disco?
Ho un endorsement con le BC Rich Guitars ma ho usato anche Evertune Bridge che mi permette di non andare mai fuori tono anche dopo ore che sto suonando.

Come vi siete trovati con Ken Susi? Che tipologia di sound desideravate ottenere?
Alla fine sono le stesse idee di sempre ma lavorare con le persone giuste è importante. All'inizio eravamo un po' scettici ma poi Mike, il nostro nuovo batterista che era con lui negli Unearth, ci ha convinto di puntare sulla sua energia. Insieme a Jonathan Nuñez hanno fatto un eccellente lavoro. Il mixaggio è stato effettuato invece da Chris “Zeuss” Harris con cui avevamo già collaborato in passato. La combinazione tra i loro due approcci ha reso pazzesche le chitarre ed in fin dei conti è quello a cui tenevamo maggiormente. Non ho timore ad affermare che 'Hardcore Lives' dal punto di vista dei suoni sia insuperabile. E' nostro preciso compito combinare i valori della vecchia scuola con le esigenze del mercato attuale e penso che ci siamo riusciti alla grande senza scendere ad alcun compromesso.

Sei nei Madball dal 2001. Qual è il migliore album dei Madball a cui hai partecipato?
Sono davvero orgoglioso di 'Empire' e 'Hardcore Lives' ma forse è 'Legacy'. E' stato il primo in cui ho suonato ed ha significato molto per la band perché venivamo da una lunga pausa.

Cosa puoi dirci di 'Doc Marten Stop'?
E' il brano che abbiamo scelto per promuovere l'album insieme a 'DNA' che è la classica song dei Madball. 'Doc Marten Stomp' è invece molto particolare e concede più spazio del solito alla melodia. Di solito lasciavamo certe cose ad i progetti paralleli ma questa volta Freddy ha voluto mettere alla prova il nostro pubblico. E' un pezzo con influenze Oi ma ha sempre il marchio Madball stampato sopra.

Come sono nate le collaborazioni con Scott Vogel, Toby Morse e Candace Puopolo?
Fanno tutti parte di band con cui abbiamo suonato spesso in tour. Questo spiega la chimica che c'è tra di noi. Freddy ha visto queste opportunità durante il songwriting ed il loro intervento è servito a dare maggiore carattere all'album. Tutti e tre hanno registrato le loro parti a casa propria e poi ce le hanno inviate tramite internet. In particolare Candace sembra fatta apposta per 'Born Strong'.

Come vedi la New York di oggi?
Molto male purtroppo. Sono fiero di essere newyorkese ma non è più come dieci anni. Dicono che la città è più sicura ma in questo modo se ne sono andati tutti i musicisti e gli artisti. Gli affitti costano quattro-cinque volte tanto. Sono convinto che sia una questione di cicli ma la città adesso non ha un'anima ed i veri newyorkesi stanno scomparendo.

(parole di Mitts)

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