LA Priest
Ever No
Pubblicato il 30/06/2026 da Lorenzo Becciani

Dopo la pubblicazione del singolo dal sound massimalista "Into The Sky" all'inizio di questo mese, LA Priest, alias Sam Eastgate, annuncia oggi il suo quarto album, Into The Sky, in uscita il 28 agosto. L'album è stato scritto, co-prodotto e mixato insieme al suo vecchio amico Alex Ridha, meglio conosciuto come Boys Noize. Insieme hanno dato vita a una raccolta di brani pop dal suono preciso e travolgente, nei quali Eastgate canta di amore e liberazione, avvolto da pulsanti trame elettroniche.

In concomitanza con l'annuncio dell'album, LA Priest pubblica anche il nuovo singolo "Ever No", una ballata elettronica dalle morbide ondulazioni di synth, in cui Eastgate canta: "Buon Dio, ti amo più di quanto tu possa mai immaginare / Buon Dio, questo amore mi fa volare e mi scuote fin nel profondo."

Il video di "Ever No", girato e diretto da Joe Bird Jr nel deserto di Joshua Tree, racconta la nascita del misterioso "synth rider", già apparso nel video di "Into The Sky".

"Non sono sicuro di dove mi stia portando questo percorso, ma è proprio questo a renderlo entusiasmante: è lo spirito di questo album", racconta Sam Eastgate a proposito del suo nuovo lavoro, Into The Sky.

Ascolta "Ever No"

Chi segue LA Priest nell'ultimo decennio potrebbe dire che questo approccio ha caratterizzato anche i suoi primi tre album, Inji, Gene e Fase Luna: una trilogia coraggiosa che ha consacrato Eastgate come una sorta di sciamano nomade, capace di fondere psichedelia artigianale e una scrittura originale, conquistando nel tempo uno status di culto.

Tuttavia, Into The Sky rappresenta davvero un nuovo capitolo, soprattutto perché vede Eastgate adottare un approccio differente, realizzando alcune delle musiche più convincenti della sua carriera.  
"Per molto tempo ho voluto creare musica per la mente. Questo disco, invece, è pensato sia per la mente che per il corpo. L'ho realizzato per ballare. Non avevo mai fatto un album che si potesse ascoltare dall'inizio alla fine danzando."

Per raggiungere questo obiettivo ha lavorato a stretto contatto con Alex Ridha. I due si conoscono dai tempi dei Late of the Pier, alla fine degli anni Duemila, "quando eravamo praticamente ancora adolescenti". Eastgate spiega:  
"Ho pensato ad Alex perché sta facendo un lavoro davvero innovativo nella musica elettronica, mentre io stavo tornando a uno stile che non esploravo da molto tempo."

Grazie alla produzione energica e dinamica di Ridha, Into The Sky riesce a valorizzare il lato più visionario e psichedelico di LA Priest, rendendolo al tempo stesso immediato e coinvolgente.

Il percorso che ha portato alla nascita dell'album è iniziato durante il lockdown, quando Eastgate, desideroso di rimanere creativo, ha deciso di realizzare un disco dance costruito interamente con campionamenti. Si è immerso così profondamente nel progetto, sviluppando una personale interpretazione della house music, da decidere infine di metterlo momentaneamente da parte.

Into The Sky rappresenta oggi l'occasione per dare finalmente forma compiuta a quel progetto elettronico.  
"Mi è sempre piaciuto il carattere artigianale della techno delle origini. Per questo tutte le canzoni utilizzano la stessa drum machine e lo stesso sintetizzatore. Quanto lontano puoi arrivare con pochi suoni? Quante emozioni diverse puoi esprimere con una o due macchine? È questo che trovo davvero stimolante."

Le registrazioni dell'album hanno riunito molti elementi della storia artistica di LA Priest, contribuendo a quella qualità organica e "fatta in casa" che caratterizza il disco. Eastgate ha utilizzato la prima drum machine Gene, costruita da lui stesso nel 2016, e ha acquistato un sintetizzatore vintage Korg 800 DV, con il quale ha composto gran parte dei brani.

Aveva già impiegato quello stesso Korg per il suo album d'esordio Inji, prima di venderlo con grande rammarico. Proprio quello strumento ha ispirato anche il suono del primo sintetizzatore polifonico costruito da Eastgate, il Polygene, utilizzato nelle fasi finali delle registrazioni per aggiungere piccoli dettagli sonori.

Anche la copertina dell'album, raffigurante un tamburo e un uovo, affonda le sue radici nel passato: il concept risale infatti all'epoca in cui Eastgate stava ideando alcune proposte grafiche per Fantasy Black Channel, l'unico album dei Late of the Pier.  
"È come chiudere un cerchio."

Questa sera LA Priest conclude la serie di concerti intimi con un'esibizione al Club Cheek di Londra, già sold out. Nuove date saranno annunciate nel corso dell'anno.  

 

https://www.youtube.com/watch?v=eGWtV9Rrz4c
 

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