
L’etichetta discografica degli ottimi Dead Man's Eyes (‘Words Of Prey’) e Mouth (‘Floating’) rilascia il debutto di questo originale trio che si autodefinisce sludgefunk doomdisco. Al di là delle battute di spirito l’incrocio tra stoner, doom e prog di Andy (voce), Michi (basso) e Chrisch (batteria) si descrive facilmente con il motto che campeggia sulla loro pagina Facebook ovvero “One take, no cuts, no overdubs!’. Insomma, quella dei Moto Toscana non è materia per fighetti o ragazzini abituati alle produzioni di plastica. Qui si tratta di musica potente, live oriented e creata come si faceva una volta. Immaginate una sala prove piccola e fumosa, dove si fa musica come ai bei tempi, ruvida, sporca e pensata per i palchi di provincia. ‘Sweet Demise’ e ‘Craving’ illuminano la parte iniziale dell’album ma è forse ‘Ride’, con i suoi spasmi violenti, a presentare nella migliore maniera possibile i Moto Toscana e la loro opera prima. Epica la chiusura di ‘Among The Dead’.

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