
Un lavoro in studio intrigante e tutto da scoprire quello con cui gli australiani si riaffacciano sul mercato discografico cinque anni dopo ‘Infinitas’. In questo lasso di tempo il trend del djent si è un po' affievolito e formazioni come Periphery e Born Of Osiris non sono riuscite a scalfire lo strapotere dei Meshuggah. In tale contesto i Circles propongono una manciata di tracce intricate e potenti, ricche di spunti melodici e costruite sulla tecnica formidabile di Ben Rechter e Ted Furuhashi. Ogni arrangiamento per i Circles rappresenta una vera sfida, spesso in ambito estremo, che a volte può riportare alla mente l’approccio compositivo dei Between The Buried And Me ed in altri frangenti quello dei Volumes ma in generale ‘The Last One’ è il manifesto degli enormi progressi compiuti da una band che ormai ha assunto uno status internazionale e che, tramite pezzi come ‘Resolution’ o ‘Blueprints For A Great Escape’, desidera allargare la propria fanbase. Da capire se pure dal vivo dimostreranno di essere cresciuti così tanto.

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