
Un disastro totale il black metal di questi americani che hanno registrato sei pezzi senza capo né coda che nascondono, dietro ad una durata media di sei minuti, precarietà tecnica e pochezza di contenuti. Forse i Gravespawn sono stati spinti ad osare dal buon momento della scena americana (Deafheaven e Wolves Of The Throne Room i primi due nomi che mi vengono in mente) ma le basi su cui si poggia la loro proposta sono troppo deboli perché il risultato possa essere anche minimamente sufficiente. Seth “Reaver” Brooke si è occupato un po' di tutto, dalle chitarre alle tastiere, dal mixaggio al cantato (se così può essere definito) e solo il basso è stato registrato in uno studio differente (Dark Apostle). Una sorta di one-man band (in effetti l’idea del progetto era nata quando il leader prestava servizio militare in Corea del Sud, ndr) allargata ad altri individui che però non hanno portato il contributo sperato. La Fólkvangr Records ha deciso di portare alla luce questo EP ma, al di là della passione per l’underground più oscuro, non se ne comprende il motivo.

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