
L’autore di ‘Elefanti Per Cena’, che ha preso in prestito il nome dal centrocampista di Bayern Monaco e Fiorentina, era atteso ad una terza prova più matura e organica e ha risposto con un disco molto condiviso e ricco di ospiti. Le voci femminili sono della cantautrice peruviana Llámame Fe, tranne i cori del brano "Sul Mare" che appartengono a Rahmna Hafsi, le parti di batteria sono opera di Pontus Berghe e Piero Perelli e la registrazione si è svolta in collaborazione con Emmanuele Modestino e Paolo Sodini. Una sostanziale apertura all’esterno che contrasta con l’iniziale ‘Uccellino’ che invece lascerebbe pensare ad un songwriting più introverso e riflessivo. ‘Il Cielo Era Un Corpo Coperto’ ha il pregio di mantenersi in bilico tra questi due approcci, non annoiare e distinguersi tra i dischi tutti uguali dei cantautori italiani pseudo-indie (‘Lucciole’ e ‘Quello Che Voglio’). Il difetto è che manca ancora una produzione in grado di esaltare l’alternanza tra chitarra acustica e elettronica, tra atmosfere cupe, malinconia di fondo e desiderio di non apparire troppo retrogrado.

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