
Alcune persone affermano che sia la speranza ad uccidere, ma statisticamente i sogni sono responsabili di un numero molto superiore di vittime. Il secondo album del supergruppo islandese, non solo lo riconosce, ma lo celebra. Questo perché sognare non è altro che digerire se stessi lentamente dall'interno. A distanza di quattro anni dall’omonimo esordio, il trio formato da Sin Fang, Sóley e Örvar Smárason (múm, FM Belfast) ha ripetuto il medesimo esperimento scrivendo, registrando e pubblicando una canzone al mese, occupandosi di ogni singolo aspetto tranne gli artwork che sono stati realizzati dall’incredibile Ingibjörg Birgisdóttir (compagna di Sindri e sorella di Jónsi dei Sigur Rós). Dodici canzoni che ritroviamo in un secondo album che curiosamente viene concesso alle stampe quasi in contemporanea al magnifico ‘Mother Melancholia’ e ‘In Another Life’, l’atteso nuovo lavoro dei Seabear. La scaletta è aperta da una meraviglia pop come ‘Imaginary Love’, nella quale si percepisce una visione comune tra questi tre artisti che in un modo o nell’altro hanno segnato la storia della scena musicale islandese. Procedendo nell’ascolto capita di imbattersi in frangenti in cui è evidente l’impulso di uno di loro ed altri che invece sono stati concepiti quasi su commissione. Un esempio è la mirabile ‘Where The Maps Run Out’ che è stata scritta per i sessanta anni di Amnesty International e si colloca a chiusura della prima facciata di questo doppio album ricco di sfumature decadenti. ‘Shame’, ‘Impossible’ e ‘Mothership’ mostrano l’evoluzione maggiore, in termini di produzione ed arrangiamenti, rispetto al primo lavoro e nel complesso la bellezza di ‘Dream Is Murder’ sta nella sua capacità di risultare totalmente trasversale ed inclassificabile, pur non distaccandosi troppo dalla materia trattata nelle loro carriere principali. Poi si può sottolineare il fervore cinematico di ‘Calling For Your Touch’ o la sensibilità ed il romanticismo velato di ‘Tell Your New Lovers’ e ‘Lake With No Name’, ma se questo album rischia di segnare una svolta in una comunità artistica che non ha eguali al mondo lo dobbiamo soprattutto alla sua straordinaria omogeneità. Sogni distinti, immagini, sculture in resina e frammenti di vita quotidiana espressi o conservati per non perderne traccia. La musica occupa tre lati del doppio vinile ed il quarto contiene una delicata incisione di Ingibjörg, raffigurante i manufatti. Le prossime notti non saranno tranquille quindi acquistate della camomilla e chiedete suggerimenti sulle serie televisive da guardare.


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