
Se amate la darkwave più malinconica e soprattutto siete in mood funebre grazie a qualche nostro suggerimento – tanto per citarne uno il pazzesco nuovo EP dei Tassel – allora consiglio di fare un passo indietro di qualche anno e recuperare l’ultimo full lenght del progetto di Andrew “Deb Demure” Clinco Demure dei Marriages. Un po’ come accaduto con i Molchat Doma, il tempo è stato ingeroso con i californiani che hanno sofferto una distribuzione carente ed il blocco dell’attività live più di tanti altri colleghi. ‘Modern Mirror’ non è il loro primo disco - si erano già messi in “luce” prima con ‘Careless’ e poi con ‘The Demonstration’ – però è sicuramente il loro disco dal profilo più internazionale. I suoni sono competitivi con quanto di meglio si trova in circolazione, pur mantenendo quel profilo lo-fi e misterioso che non può non riportare alla mente periodi storici chiave per il punk ed il gothic rock (‘Dolls In The Dark’). Assieme al leader, attivo pure come VR SEX, troviamo il tastierista Alex “Mona D” Nicolau e nella lista dei crediti troviamo anche il produttore Joshua Eustis (Telefon Tel Aviv, NIN, Puscifer), Justin Meldal-Johnson (NIN), che ha suonato il basso in ‘Out Of Sequence’, e Jesamine White-Gluz (No Joy), sorella di Alissa (Arch Enemy) al microfono in ‘Long Division’. In fase di presentazione il duo ha parlato di un approccio meno oscuro e più ottimista (‘The Other Side’), ma sinceramente ciò è opinabile. In verità verrete travolti da un’ondata di catrame aerobico (‘Ellipsis’), un sentore di pesantezza iniqua che vi allevierà solamente perché vi metterà sulle spalle un peso ancora più grosso di quello che già portate. Roba da dipendenza (‘Oxytocin’) in grado di contorcevi le viscere e che merita di stare sui vostri scaffali.

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