In The Moment That You’Re Born
Brad
Loosegroove Records
Pubblicato il 31/07/2023 da Francesco Brunale
Songs
1. In The Moment That You’Re Born
2. Pieces Of Sky In My Hand
3. Straight To The Hoop
4. Stars N You
5. Meadow In Autumn
6. Take Me Back Home
7. Without Guns
8. Hey Now What’s The Problem?
9. I’M Diggin U
10. Simple Subtraction

Non doveva e non poteva finire in quel modo. L’improvvisa dipartita di Shawn Smith, annunciata al mondo intero, per un gioco beffardo del destino, il 5 aprile 2019, giorno in cui anni addietro vennero a mancare prima Kurt Cobain e poi Layne Staley, privò Seattle di una delle sue stelle più luminose e, al tempo stesso, meno conosciute. Sembra un ossimoro, ma alla fine Shawn Smith rimane un nome di nicchia all’interno di una sorta di multinazionale della musica che fu il grunge, visto che i Satchel (band tra le favorite di un insospettabile Myles Kennedy) e la sua produzione solista non hanno mai avuto, ingiustamente aggiungiamo noi, la fortuna e la pubblicità che meritavano. Un discorso a parte, però, meritano i Brad, solo perché al suo interno vi ha militato Stone Gossard, chitarrista dei Pearl Jam, che ha trovato in questa creatura alternativa una valvola di sfogo di qualità. Soprattutto i primi due dischi usciti negli anni novanta, ovvero “Shame” e “Interiors”, rimangono ancora oggi delle gemme assolute, perse come sono nel funky, nel soul e, in sporadici casi, nell’hard rock di impronta zeppeliniana. Dopo l’abbandono del bassista Jeremy Toback, il gruppo ha continuato a vivere, anche se in controluce, visto che su Seattle le luci del music business si erano spente a metà anni novanta. Nel nuovo secolo sono stati pubblicati una serie di lavori discreti e, in alcuni casi, anche ispirati come “Welcome To The Discovery Park”, ma lontanamente paragonabili ai primi due album di cui si è parlato in precedenza. La morte di Smith è stata un durissimo colpo per questo gruppo che, dopo aver assorbito l’ennesimo lutto di una comunità senza pace, ha deciso di mettere mano al materiale che stava assemblando per l’uscita di un disco che è poi arrivato, ma chiaramente postumo. Bisogna, a questo punto, fare delle precisazioni importanti. “In The Moment That You’Re Born” è un prodotto grezzo, non rifinito, dove il pianoforte (elemento imprescindibile) manca quasi del tutto. Si sente lontano un miglio che le canzoni dovevano essere rifinite. Nonostante ciò i superstiti compagni di Smith ci hanno messo tutto l’impegno del mondo per lasciare un album che, comunque, potesse essere degno di tal nome. Il lavoro, alla fine, risulta apprezzabile, anche se appare chiaro che le coordinate della band si fossero spostate incredibilmente verso un grunge della prima ora, come dimostrano fedelmente la titletrack e la successiva “Pieces Of Sky In My Hand” che sembrano essere un omaggio ai Melvins che incontrano i Black Sabbath. Gossard, libero dalle direttive dittatoriali della sua band madre, si sbizzarrisce a suonare pesante, come, probabilmente, mai gli era capitato in passato, tanto che alcune sue fughe portano direttamente al punk degli Stooges (“Stars N You”, che altro non è che una versione aggiornata della canzone dei Malfunkshun di Andrew Wood presente sulla mitica compilation “Deep Six”) e a quello più commestibile dei Ramones (“Hey Now What’S The Problem?”). E le ballads di Smith dove sono? Fortunatamente esistono e si avvicinano molto al suo primo repertorio da solista, quando l’elettronica ancora non dominava le proprie composizioni. “Meadow In Autumn” è meravigliosamente malinconica, mentre “Take Me Back Home” ci riporta indietro con la mente ai tempi crepuscolari di “Interiors”. A volte si nota come nelle intenzioni dei Brad ci fosse la voglia di provare qualcosa di nuovo, vedi l’uso dei fiati in “I’M Diggin U”, come se si volesse fondere la pesantezza del grunge con la spensieratezza della Motown. L’esperimento, interessante se vogliamo, avrebbe dovuto essere rifinito con maggiore cura, ma i noti eventi hanno bloccato una strada che sarebbe stata intrigante da percorrere. Se “Without Guns” è l’ennesimo omaggio a Prince, la conclusiva “Simple Subtraction” chiude, con la sua logorante tristezza, un album che è il giusto omaggio ad un artista immenso come Shawn Smith. La storia dei Brad, dunque, termina qui, mentre si è in attesa che venga aperto lo scrigno delle canzoni “in attesa di pubblicazione” dello Smith solista (ce n’è qualcuna registrata con Dave Abbruzzese, storico e inimitabile batterista dei Pearl Jam). Attendiamo con fiducia, nel rispetto di un uomo che avrebbe meritato un successo più grande di quello maturato quando era in vita.

Songs
1. In The Moment That You’Re Born
2. Pieces Of Sky In My Hand
3. Straight To The Hoop
4. Stars N You
5. Meadow In Autumn
6. Take Me Back Home
7. Without Guns
8. Hey Now What’s The Problem?
9. I’M Diggin U
10. Simple Subtraction
Brad
From USA

Discography
1993 - Shame
1997 - Interiors
2002 - Welcome To Discovery Park
2010 - Best Friends?
2012 - United We Stand
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