
La copia promozionale del disco degli spagnoli è rimasta nella pila da recensire per diversi mesi. A volte le uscite sono talmente tante che capita di dovere attendere più a lungo del previsto prima di potere recensire un’uscita anche perché, a differenza di buona parte delle webzine italiane, qui c’è gente che i dischi li ascolta davvero. Una volta premuto il tasto play però sono rimasto folgorato dalla potenza della musica di Andrea P. Latorre e Sergi Algi. Le influenze darkwave e synth pop sono reali, ma in ‘Fake Is Real’ non troverete niente di derivativo o supponente. Al contrario la materia pop di cui sono costituite le canzoni viene sporcata fin troppo, visti i canoni delle formazioni revival di oggi. Forse è proprio per questo che i Semiotics Department Of Heteronyms non sono ancora sulla bocca di tutti - d’altra parte come potrebbero esserlo considerato che gli eteronimi consentono agli autori di sviluppare la propria personalità attraverso personaggi-specchio che rappresentano lati, sfumature e ombre di loro stessi – ma chi se ne frega. ‘Denial’ è uno dei singoli del 2023 e vi suggerisco di cercare subito il video di Pilar Gost. Due minuti e il verso “What's inside your closed fist? What water are you giving me? What am I drinking? Why am I still thirsty? What is this trick?” rimbalzerà nella vostra testa. ‘Talk In Dreams’ e ‘Our Fear’ sono altri apici di una scaletta fenomenale, chiusa dal pezzo più prevedibile ovvero ‘Hectic’. Tra riferimenti a Coil e Pasolini, all’EBM (‘Hollowed Out’) ed all’acid house (‘Do I Look Like I'm Laughing’), il duo non perde un colpo. Assieme ai Melt Motiv la rivelazione elettronica del momento e, datemi retta, il potenziale è talmente elevato che ‘Fake Is Real’ potrebbe sul serio essere solo l’inizio di un’ascesa imperiosa.

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