
Negli ultimi tempi dagli Stati Uniti sono arrivate le invettive potenti di House Of Protection (tenetevi stretti perché parleremo presto del loro nuovo spettacolare EP), Turnstile e Fever 333, ma anche i ragazzi di Orlando non stanno certo a guardare. Dopo l’ottimo ‘Helloween Mixtape II’, che logicamente vi avevamo consigliato per la festa di dolcetto e scherzetto, sono tornati nei negozi con un album completo sotto tutti i punti di vista. Se il singolo ‘Shadow Talk’ e ‘Shallow’ ricordano molto i Linkin Park, in ‘VAMP’ troverete numerose sfaccettature di un sound che poggia le sue basi su un alternative metal dinamico e melodico, improvvisi squarci pop-punk e ritmiche modellate con l’elettronica. Le liriche creano un’atmosfera neo-gotica, un po’ Queen Of The Damnedm, un po’ Vampire Hunter D e pure Twilight, con Joshua Roberts in grande evidenza. Senza dubbio molto bravo, anche se a volte indulge eccessivamente sul suo talento. ‘Pain’ e ‘Cult’ guardano al nu metal dei primi anni duemila, ‘Worship’ vede la partecipazione di Plvtinum e Vana mentre Pinknoise appare in ‘Crave’, preludio alla chiusura clamorosa con ‘Reasons’ e ‘Ophelia’. La band non si è rivolta ad un solo produttore ma ha collaborato con Andrew Wade (A Day To Remember, Wage War), Andy Karpovck (408) e Hiram Hernandez (Blessthefall), per poi affidare il mixaggio a Zakk Cervini (Bad Omens, Bring Me The Horizon). Il risultato è un album fluido e dinamico, che funziona bene sui servizi streaming e puo’ essere sfilacciato, tagliato e modellato in maniera da catturare le fasce più giovani di pubblico, che di musica ne comprano pochissima e passano le ore a girare brevi video sul cellulare.


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