Even In Arcadia
Sleep Token
Sony Music/RCA Records
Pubblicato il 12/05/2025 da Lorenzo Becciani
Songs
01. Look To Windward
02. Emergence
03. Past Self
04. Dangerous
05. Caramel
06. Even In Arcadia
07. Provider
08. Damocles
09. Gethsemane
10. Infinite Baths

Non mi prendete per presuntuoso, ma quando escono certi dischi faccio sempre un giro in rete per leggere commenti o recensioni su altre webzine e talvolta pure su alcune riviste specializzate che dovrebbero, almeno in apparenza, risultare più autorevoli. Ripeto non mi prendete per presuntuoso, ma ho letto più idiozie nell’ultima settimana che in tutto l’anno. Da una parte c’è chi non conosce affatto il percorso degli Sleep Token e che si è trovato a doverli recensire per forza, visto un successo che ha superato qualsiasi aspettativa, scrivendo delle sciocchezze inenarrabili e dall’altra chi ancora ritiene che gli inglesi siano una band metalcore. Fare meglio di ‘Take Me Back In Eden’ era veramente un’impresa. Più o meno era accaduta la stessa cosa con ‘This Place Will Become Your Tomb’ e uno dei pregi maggiori di Vessel sta proprio nell’aver saputo evolvere la sua creatura con grande intelligenza, senza snaturarne la visione iniziale. L’iniziale ‘Look To Windward’ – con quel verso “will you halt this eclipse in me?” che di devasta dentro – è il simbolo di una band che in sette minuti riesce sul serio a sconvolgerti. Prima una lenta synth-ballad con la voce del leader quanto mai naturale e organica, poi uno stacco ritmico furioso, con suoni saturi e ultra-compatti e poi ancora una fusione assurda di elementi presi in prestito da djent, alternative metal, post rock e pop. Con la seguente ‘Emergence’ i filtri si fanno più importanti, l’atmosfera è costruita su una base industriale letale ed il flow hip hop è contagioso. ‘Dangerous’ e ‘Gethsemane’ citano il nu metal-crossover della seconda metà degli anni novanta, soprattutto i Deftones, mentre ‘Past Self’ – più r&b con un tocco importante del produttore Carl Brown - e ‘Caramel’ – in un frangente quasi black metal - sono sperimentazioni vocali unite a parti strumentali leggendarie, prodotte come se ‘Even In Arcadia’ fosse un disco mainstream e caratterizzate da un profilo cinematico micidiale e coinvolgente. La verità è che gli Sleep Token, oltre ad una tecnica individuale fuori dal comune, possiedono una qualità su tutte. Il sapere immergere l’ascoltatore in qualcosa di estremamente profondo, scuotendolo, strappandolo alle realtà di tutti i giorni. Questa qualità è rara da trovare nel mondo di oggi. Non solo nell’ambiente musicale. Quindi quando il sax di ‘Emergence’ vi perforerà il cuore o quando l’ultimo beat di questo disco rimbalzerà nella vostra testa, sappiate che l’arte è tuttora in grado di donare un viaggio spirituale. Suggerisco a tutti l’acquisto del formato fisico per una definizione audio prossima alla perfezione. Poi fate quello che volete, ma ascoltare un lavoro così stratificato e curato in streaming è semplicemente stupido. 

Songs
01. Look To Windward
02. Emergence
03. Past Self
04. Dangerous
05. Caramel
06. Even In Arcadia
07. Provider
08. Damocles
09. Gethsemane
10. Infinite Baths
| Related

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.