
Cristiano Godano ci ha preso gusto. Giustamente, aggiungiamo noi. Oltre ad una produzione di prim’ordine realizzata con la sua band con cui si è fatto conoscere in tutta Italia (e non solo), il leader dei Marlene Kuntz ha intrapreso una florida carriera solista che aveva visto il suo esordio in un periodo maledetto (2020 in pienissima pandemia) con l’ottimo “Mi Ero Perso Il Cuore”, lavoro prevalentemente acustico che pagava dazio ai grandissimi cantautori d’oltreoceano, in primis Neil Young, una delle sue più grandi guide musicali. “Stammi Accanto” innalza, ancora di più, il livello compositivo del musicista piemontese che ha messo insieme una serie di brani di altissima qualità che vanno gustati con amore e dedizione. Si parte con “Stammi Accanto”, che sarebbe stata perfetta per “Uno”, lavoro aristocratico dei suoi Marlene. Il testo, soprattutto per chi ha superato il mezzo secolo di età, è una tremenda fotografia delle paure e delle inquietudini sul futuro che attende chi ha già vissuto una gran parte della propria vita. Il pianoforte magnifica l’atmosfera di tormento e già questa sola traccia basterebbe per rappresentare la differenza tra chi veramente costruisce arte con il genio (Cristiano, appunto) e chi, invece, non ne conosce neanche il sapore. La successiva “Nel Respiro Dell’Aria” mantiene alto il livello. Ci si sposta su una dimensione più vicina a quella di Neil Young con una grande apertura in sede di ritornello. Le melodie trasversali, da recepire con più ascolti, sono perfette e accrescono il valore di una delle migliori canzoni scritte da Godano. “Dentro La Ferita”, invece, vede la partecipazione di Samuele Bersani ed è una composizione prettamente acustica. Il duetto è un esperimento ben riuscito ed anche qui la melodia creata ad hoc con il ritornello eleva il brano in modo netto e deciso. Il resto del lavoro si mantiene su livelli assolutamente soddisfacenti. “Cerco Il Nulla” è una traccia intima e cupa che possiede un fascino ossianico, mentre “Lode All’Istante” ha un tono elegiaco. Il finale, formato dall’accoppiata “Ti Parlerò” e “Vacuità”, ha un grandissimo charme. La prima può essere identificata come un omaggio alla west coast degli anni settanta, mentre la canzone conclusiva (ballata di totale intimità) mette la ceralacca su un disco che è un gioiello artistico. Chi ha un cuore e chi ama l’arte, qui dentro troverà pane per i suoi denti. Immenso.


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