
Questo dischetto brucia di rock n’ roll. Le influenze sono importanti e quando parliamo di una band come i The Devils non parliamo certo di influenze scontate. Erika Switchblade e Lazy Blacula sono due portenti nati in Italia per caso, da anni portano avanti il verbo del garage rock competendo a livello internazionale con i migliori live act del momento. Personalmente ho avuto la fortuna di ospitarli a Serravalle Rock e quell’energia, quella densità sonora assurda, quell’attitudine saranno fissate per sempre nella mia testa. Dopo aver pubblicato due dischi spettacolari come ‘Beast Must Regret Nothing’ e ‘Let The World Burn Down’, se ne escono con nove cover registrate da Fabrizio Piccolo all’Auditorium Novecento di Napoli e mixate da Alain Johannes (Queens Of The Stone Age, Årabrot). Si parte con ‘God’s Got It’ di Reverend Charlie Jackson e subito l’adrenalina sale fortissima. La scaletta è costituita da classici di r&b e soul di seconda mano, gemme nascoste e nere come la pece che il duo vi spinge a conoscere e ricercare nei banchi delle fiere di vinile. Le versioni di ‘Lonely For You Baby’ di Sam Dees e ‘Easy Baby’ di Willie Dixon sono da brividi e soprattutto sono in linea con gli ultimi singoli della band. Questo è il loro suono, polveroso, viscerale e distintivo anche se non si tratta di inediti. Una personalità disarmante che non emerge solamente quando i riff si fanno duri e la batteria picchia senza ritegno, ma pure quando una sinistra malinconia si diffonde nell’aria. Come nel caso della chiusura clamorosa di ‘Everybody Loves A Winner’ di William Bell. Lode a Go Down per regalerci dischi del genere e lode ai The Devils per crederci sempre. Sempre e comunque.


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