
Di recente ho avuto modo di ospitare i Karma a Serravalle Rock, durante il tour di supporto al mitico ‘K3’, edito da Vrec, e nel pomeriggio c’erano già due-trecento persone ad aspettarli sotto palco. Una roba mai vista, considerate che il loro set sarebbe iniziato alle dieci e mezzo. Si tratta di un vero e proprio culto, alimentato dalla qualità del gruppo guidato da David Moretti che non è mai diminuita nonostante lunghi anni di silenzio discografico, e questa ristampa ne è la dimostrazione. Tra i più grandi protagonisti del rock alternativo italiano degli anni '90, i Karma sono ancora oggi a livelli altissimi e le versioni dal vivo di pezzi epici come ‘Cosa Resta’ e ‘La Terra’ non hanno smarrito niente di quell’energia primordiale. Un debutto del genere tuttora sconvolge, distrae, inibisce. Perché un gruppo così potente e iconico si fa fatica a trovarlo nel nostro panorama rock. Tre decenni dopo, ‘Karma’ esce nei negozi per la prima volta in doppio vinile e spacca più di qualsiasi altro disco rock moderno. Quando parte ‘Lo Stato Delle Cose’ vengono in mente i Pearl Jam, autori assieme agli Alice In Chains, ai Soundgarden e ai Nirvana di una rivoluzione senza precedenti, ma poi è solo tanta personalità da parte di una line-up spettacolare. Oltre al frontman, una delle voci più preziose che possiamo vantare nella nostra scena, Andrea Bacchini alla chitarra, Andrea Viti (poi negli Afterhours) al basso, Diego Besozzi alla batteria e Pacho alle percussioni. Andrea Scaglia (Ritmo Tribale) appare in ‘Una Stella Che Cade’ e Manuel Agnelli è la seconda voce di ‘Nascondimi’. Le registrazioni, effettuate nell'autunno del '94 al Jungle Sound di Milano, vennero supervisionate da Fabrizio Rioda (fondatore dei Ritmo Tribale) e Fabio Magistrali sono state riprese nella loro potenza ed organicità e, oltre ad una copertina rinnovata, ‘Il Cielo’ è presente anche in versione arrangiata per piano, con Patrick Benifei dei Casino Royale (bei tempi quelli del Beach Bum Festival..), e in versione acustica. “Erano gli anni dei movimenti studenteschi, delle occupazioni universitarie, delle contaminazioni tra musica, graphic design, letteratura, teatro, performance art” si legge nella presentazione della ristampa. Forse è cambiato tutto e forse non è cambiato niente, perché l’urgenza di ‘Karma’ è sempre la medesima di allora.


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