
Norrköping è una città della Svezia centro-orientale, nell'Östergötland. Famosa dalle nostre parti più che altro perché la squadra di calcio locale, vincitrice di tredici campionati, ha sfidato a volte le squadre italiane in coppa. Sicuramente fa molto freddo lassù, anche se il disastro climatico in atto sta rendendo più miti le temperature scandinave, ed è proprio freddo, gelido, il termine giusto per un disco che arriva all’ascoltatore come una lama affilata. Il gruppo guidato da Markus Videsäter si muove con abilità tra elettronica, rock e metalcore ed è cresciuto moltissimo negli ultimi anni, tanto che ‘Angels Calling’ è una delle release di punta di questo autunno per Better Noise Music, etichetta ormai di primo piano in ambito alternative. ‘Angels Calling’ segue l’EP ‘Blue Monday’ e colpisce per come vengono bilanciate influenze molto varie e diverse tra loro in un impatto sonoro energico e dinamico. In scaletta si passa dal modern metal al pop-punk, dal dubstep al deathcore e tutto ciò viene proposto con organicità e attitudine live. Scordatevi infatti le produzioni di plastica di oggi. I Solence sono svedesi, vengono da una scena dove la musica è una cosa serie e non si seguono i trend tanto per fare. La title track potrebbe essere benissimo il tema di un videogioco mentre ‘Monsters in My Head’ e ‘Where Were You..’ settano gli standard di un ascolto nel quale i Bring Me The Horizon vengono citati al pari dei Noisia o dei Pendulum. Il frontman è scatenato e le liriche di ‘Wish You The Worst’ e ‘All Of The Pain Must Go’ dimostrano quanto sia profondo l’approccio compositivo di un gruppo in apparenza a metà tra Eurovision Song Contest e deathcore-metalcore per adolescenti. Al contrario ‘Angels Calling’ ha una produzione spaziale e potrebbe raccogliere consensi anche in fasce di pubblico più adulte, educate al crossover ed all’alternative metal di fine anni novanta. L’angelo in copertina sanguina, eppure è statuario, affascinante. Si erge potente, sebbene le sofferenze emotive e fisiche, e quest’album offre un modo di ribellarsi a tutto ciò che di malvagio e senza senso ci circonda e opprime.

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