
Si è da poco conclusa un’altra eccitante edizione di Iceland Airwaves e sono finalmente riuscito a fare mia una copia del nuovo EP di una delle più talentuose artiste locali dell’ultima generazione. Chi legge queste pagine la conosce già perché ve ne ho parlato a più riprese e ricordo molto bene la sensazione che provai quando la intervistai la prima volta, credo non ancora maggiorenne, in un caffetteria della capitale con indosso una t-shirt degli Iron Maiden. La sua sensualità era già spiccata e nonostante la giovane età, Bríet poteva vantare una determinazione fuori dall’ordinario. Il successo di ‘Kveðja’ e una serie di performance dal vivo, tra l’altro molto diversificate tra loro a dimostrazione di uno spettro di influenze assai vario, l’hanno consacrata in patria. In tal senso vi suggerisco di acquistare sul suo sito il vinile ‘LIVE á Skeggjastöðum’ e custodirlo gelosamente. Farsi conoscere al di fuori dei propri confini era però più difficile, vuoi per la lingua madre dei testi e vuoi perché non è mai semplice organizzare date negli Stati Uniti o nel resto d’Europa per chi proviene dalla terra del ghiaccio e del fuoco. Lei c’è riuscita. E non solo c’è riuscita, ma lo ha fatto con una padronanza della propria arte che lascia sbigottiti. ‘Act I’ è il primo capitolo di una trilogia che l’ha vista registrare a Nashville, luogo chiave della scena country e rock a stelle e strisce, e difatti il nuovo materiale non prende ispirazione solo dall’electro-pop e dal jazz, ma pure da generi come alternative country, americana e folk. ‘Cowboy Killer’, il cui bellissimo videoclip è stato girato da Hörður Freyr Brynjarsson che ricordiamo a servizio dei Vök, ‘Until Then’ aprono la scaletta e segnano un passo avanti notevole rispetto alla collaborazione con Birnir (‘1000 orð’). ‘Sweet Escape’ e ‘Walk Out The Door’ denotano una maturità sorprendente. Ha cambiato la lingua in cui scrive la sua musica, passando all'inglese, senza perdere i fondamenti del suo sound e della sua estetica e solo questo meriterebbe supporto. Poi è sufficiente indossare le cuffie, chiudere gli occhi e immergersi nella sua voce per godere di un’esperienza che ha poco di terreno.


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