
Quando mi sono imbattuto in ‘Erased Postlude’ sono rimasto alquanto sorpreso che si trattasse di una autoproduzione. In passato avrei pensato al classico gruppo italiano incapace di emergere a causa della precarietà della nostra scena ma adesso, con decine di playlist, social e interazioni che arrivano da tutte le parti del mondo, soprattutto per le band con un sound moderno non è troppo difficile farsi notare. Semmai il problema è l’inverso. C’è troppa confusione nelle uscite e capita di perdersi qualcosa di buono. Il successore di ‘Antiresurrection’ non è soltanto buono però. É un disco spaziale, in bilico tra symphonic deathcore e black, con una sezione ritmica formidabile e un sound design superiore alla media. Il mixaggio di Francesco Borrelli esalta ciascun strumento e l’unico difetto, se così lo vogliamo chiamare, sta in una batteria un po’ troppo triggerata. Per il resto preparatevi ad una serie di mazzate clamorose con retaggi di Obscura, Shadow Intent e Lorna Shore ma ugualmente una personalità rara da trovare in circolazione. Sono sufficienti pochi secondi per calarsi in un’atmosfera oscura, ricca di tensione, disagio e malattia (‘In Absence Of Light’) e sono i riff travolgenti e la chirurgia degli assoli e del cantato feroce di Franco Luigi Crocerossa a mutare i tempi di un assalto forsennato, che trasmette un grande feeling live (‘The Eternal Clash’). Adam Warren degli Oceano appare in ‘Quantum Immortality’ e siamo al cospetto di un eccellente singolo, ma anche ‘The Great Universe’ e ‘Arcane Paradox’ danno bene la misura del bilanciamento tra tecnica ed attitudine. La speranza è di potere vedere al più presto i ragazzi dal vivo e potere valutare anche in quella sede la loro bravura. La sensazione è che in questo momento potrebbero giocarsela anche con le migliori formazioni del settore.

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